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Si ringrazia Giorgia per la bella serata, ma lasciamo stare 1994.

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Ieri ero a Verona per il concerto di Giorgia #senzapaura, gentilmente offerto da RCS. Non ero mai stata ad un concerto di Giorgia. In generale non sono una che va ai concerti. Non perché non mi piaccia la musica anzi. La mia assenza di attività ludiche in gioventù andrebbe ricercata nella mia assenza di un’adolescenza vera e propria. Oggi sorvoliamo.

Giorgia ha una voce pazzesca, oltre essere una donna con gli attributi ed un’inconsapevole sensualità. Non ho mai capito perché a lei gli hanno scritto non sempre delle hit che forse non le hanno consentito di diventare una star. Giorgia è una di quelle che ti fa sognare con un semplice piano o cantando in cerchio senza base, non necessità di musica, suono perfetto o una cornice cucita addosso. È una cantante vera, come poche ne restano, ed è al di fuori di tutti quei meccanismi narcisisti che permettono agli artisti di guadagnare sul serio.

Ad essere onesta, nonostante la cornice dell’Arena di Verona sia fantastica, non mi ha particolarmente entusiasmato. Non Gioargia, il contesto. Secondo me Giorgia la si gusta meglio seduti in qualche posticino più intimo con l’accompagnamento di un dolce piano. Ho trovato veramente inutili i bassi forzati che quasi coprivano una voce così melodica. Vi è poi una cosa che proprio non mi è piaciuta. La gente.

Il suo CD Senza Paura è risultato al ventiduesimo posto per vendite nel 2013 che, presumo, per lei non sia comunque un brutto risultato. Io alla radio difficilmente sento passare un suo pezzo; preciso che ascolto Radio DeeJay, dove ormai di musica italiana ne passa veramente poca, e Radio Italia.

Ad un suo concerto mi aspetto in platea persone in abito da sera che di Giorgia conosce solo le canzoni che hanno segnato la sua carriera e che mai si alzeranno in piedi per urlare il suo nome. Non mi aspetto però che in “piccionaia” ci sia il silenzio.

Due canzoni del nuovo album, cantante a fatica. Spesso Giorgia cantava con l’assoluto silenzio della gente, e gli applausi uscivano come durante una rappresentazione teatrale. Nel mio settore eravamo in tre a goderci per davvero lo spettacolo. Una Signora che avrebbe voluto stare in piedi ma che ripresa da uno dietro si è dovuta sedere. Povera, in fondo siamo solo ad un concerto! Poi c’erano due ragazzine partite benissimo. Urlavano, battevano le mani, poi anche loro si sono arrese ad un’Arena freddissima.

Lo spettacolo non era ancora finito che talune persone hanno abbandonato il loro posto. Verso la fine ha intonato un pezzettino di Strani Amori della Pausini e tutta l’Arena la cantata a squarcia gola. Tristezza infinita.

Prima di cantare questa canzone ha citato l’anno di uscita, il 1994 in cui lei aveva 23 anni ed io 13. Ho così fatto mente locale sul fatto che molte delle persone a quel concerto avevano passato o stavano per passare i 40 anni. C’erano sicuramente anche persone della mia generazione. Ho ripensato all’anno di uscita del GHT di Giorgia, un cd che amo particolarmente, e mi sono sentita vecchia.

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Ho capito che forse non posso pretendere che la gente urli e si strappi i capelli per Giorgia perché il suo pubblico è quello che l’ha visto crescere. Forse negli anni non è riuscita ad entrare negli iPod delle nuove generazioni che però ascoltano ancora la Pausini.

Ho quasi 33 anni e dentro mi sento di averne venticinque. Amo guardare tutt’ora i cartoni animati, i telefilm ed ancora sarei disposta a fare un album di figurine. Ammetto però che ho fatto fatica a sapere chi fossero i One Direction e che non riesco a seguire per più di un minuti programmi ideati per i ragazzi (vedi Italia Uno). Ad essere proprio del tutto onesti ascolto ancora Rita Pavone, Aretha Franklin ed ho tanta nostalgia degli Articolo 31.

Devo abituarmi al fatto che le ragazze mi chiamino Signora e che per quanto mi sforzi di apparire giovane giocando alla Pina 2.0 i ragazzi fanno altro. Non sono però una di quelle che è tutta casa, bambini e matrimoni. Anche dovessi avere un figlio mi prendo un aereo per LA, me lo porto ai concerti e continuerò ad essere la scema di sempre.

Per un attimo lì in quell’Arena ascoltando un accenno di Corona datato anche lui 1994 ho capito che molti ragazzi nel 1994 non erano ancora nati e che….. si. Non sono una teenager. Non più.

Esaurita Sciura Milanese per vocazione e per residenza. Cucina, Viaggia e Fotografa in ordine sparso e casuale. Starnazza sempre. Non guida, ma va dappertutto.

Comments (4)

  • Pensa che il nel 94 ero ancora solo un sogno futuro di mamma e papà o forse non ero ancora in programma! Ma te Pina fai bene a sentirti e a volerti sentire giovane perché secondo me non c’è niente di più bello che essere consapevoli del tempo che passa e vivere bene questa cosa. Ti ammetto che io sono la prima a farmi i problemi in fatto di anni, sarò un caso patologico ma a me la vecchiaia preoccupa! Viva i concerti, le serate con le amiche, le passeggiate e tutto quello che ci fa sentire bene!

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  • no..forse non ho capito bene…cioè : seduti ad un concerto?
    ho capito bene?!?!?!?!?

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    • Ebbene si. Ad un certo punto ho cominciato a urlare io e poi a ruota altri due ragazzi ed alla fine tutta l’Arena (sono un megafono vivente io!).
      Ma di fatti non so… povera Giorgia

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