Ritorna, dopo la pausa Natalizia, la rubrica “L’Europa in un Cucchiaio”. Quando scrivo così sembra quasi che sia tutto studiato, pianificato e che io sia veramente figa. Così non è, ma fingiamo. Convinciamoci, seguitemi verso il manicomio. Oggi andiamo in Danimarca.

La Danimarca, tra tutti i paesi scandinavi, è sicuramente quella che ha subito maggiormente l’influenza dell’Europa centrale e questo lo si vede anche in cucina. I piatti danesi, infatti, devono molto alla Germania e risultano maggiormente ricchi e pesanti rispetto ai paesi del nord.

Ai Danesi piace molto sottolineare l’influenza francese (post napoleonica) ma a mio avviso un forestiero più che il pesce affumicato noterà il maiale servito con gli gnocchi e la zuppa di birra, assai “bizzarro” per un paese del nord.

Come ben sappiamo nei paesi Scandinavi le legge sull’alcol sono molto severe, non in Danimarca. Lo Snaps e la birra sono concesse a tutte le ore.  I danesi sono di fatti famosi per il rituale dello skal da farsi rigorosamente con l’Akvavit e mai con la birra. Secondo questo rituale ogni commensale (tranne la padrona di casa) deve fare un brindisi guardando l’altro dritto negli occhi con una certa intensità e prolungando il più possibile i secondi.  Questo brindisi va ripetuto ad ogni portata e per ogni commensale, è facile capire come si possa arrivare a fine serata e che il rituale diventi più naturale man mano che l’alcol entra in circolo.

Gastronomia Danese e la bevanda alcolica Julesnaps danese 

Uno dei piatti più popolari in Danimarca è il Brunede Kartofler, a base di patate bollite poi dorate nel burro e zucchero . Un altro piatto tipico è il Frikadeller, polpette fatte con vitello o manzo e maiale fritte nel burro.  Si nota in questi  due piatti tradizionali viene rimarcata l’estrema influenza tedesca, ciò non toglie che anche i Danesi, come tutti gli scandinavi, mangino il pesce. Alcuni esempi sono il Fiskefars che sono delle specie di tortine di pesce macinato e infarinato fritto prima nel burro e poi cotto inforno. Viene servito con le classiche patate lesse.

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Passando ai dolci non può non essere menzionata la Helling Tre Konger Kage anche detta Torta della Dodicesima notte che si mangia il 6 gennaio.  La torta si caratterizza per contenere una mandorla intera che deve essere trovata dagli ospiti.. Chi ha la fortuna di trovarla, senza rompersi i denti, viene incoronato Re per tutta la sera.  Altra torta è la Skeabnekage anche detta Torta del Destino che si mangia l’ultimo dell’anno. Come per la precedente vi è la sorpresa, questa volta una moneta d’argento ed in mancanza un ditale o un anello. Chiunque la trovi avrà un anno di ricchezza.  Nella torta possono essere nascosti anche più oggetti. Il secondo che si spaccherà i denti, ovvero che trova l’oggetto, si sposerà ed infine il terzo si innamorerà entro l’anno.

Se si parla di Danimarca però non si può non parlare di Hans Christian Andersen uno dei più importanti scritto di fiabe. Solo per citarne qualcuna: il brutto anatroccolo, la sirenetta , la principessa sul pisello, le scarpette rosse.

Nelle mani di Andersen ogni oggetto, fiore o animale si anima e diventa protagonista a volte anche con furbizia ed ironia. Bimbo povero, adolescente emotivo divenne un uomo affamato e malinconico da renderlo tanto sensibile quanto suscettibile, elementi che chiaramente si ritrovano nelle sue fiabe. Il male di vivere però nelle sue storie viene condito con una sottile ironia e un umorismo raro per quell’epoca.

Nelle sue fiabe il cibo è ricorrente ma come qualcosa che è in grado di placare la fame con piatti poveri come le patate alla contadina: nient’altro che patate, burro e panna.  In altri momenti il cibo è associato alla gioia, alla festa ma non si pensi mai a una gran festa per il palato, anche in questo caso si tratta di pasti frugali e raramente grassi. Magari alle patate viene aggiunta una mela ed è gran festa. Questo sottolinea quanto povera doveva essere stata l’infanzia stessa di Andersen di cui si sa veramente poco. Nelle sue storie sono elementi semplici a danzare e far festa, perfino i folletti vengono attratti da la cosa più semplice: un piattino di latte e burro.

Accade spesso che nei racconti di Andersen i cibi siano protagonisti di vicende dolci-amare e dotati di una spiccata personalità da essere tanto crudeli da chiedersi “posso mangiarli?”. Ognuno può essere vegetariano, vegano, crudista ma nell’universo di Andersen non bisognerebbe mangiare nulla! Né piselli, né grado saraceno …giammai i canditi. Ogni elemento è personaggio, è vivo.

Sicuramente il buon Andersen avrebbe dato innumerevoli patate, se solo le avesse possedute, per un bicchiere di Julesnaps.

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Julesnaps danese: bevanda alcolica a base di Vodka e Arancia

Ingredienti

1 arancia

30-40 chiodi di garofano

100 grammi di zucchero di canna

40 chicchi di caffè

1 stecca di vaniglia

1 bottiglia di vodka

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 Preparazione del Julesnaps danese  

Ho preso l’arancia e ci ho conficcato sulla buccia i chiodi di garofano come un puntaspilli.

Serve un barattolo di vetro molto capiente, in quanto deve contenere l’arancia intera e tutto il contenuto di una bottiglia di Vodka.

Mettiamo quindi l’arancia con i chiodi di garofano, lo zucchero di canna, la stecca di vaniglia e i chicchi di caffè. Versiamo tutta la vodka.

Scuoti tutto per bene al fine di amalgamare il tutto. Lasciare a riposare un mese. Qualcosa più che qualcosa meno.

Prima di consumare la bevanda, filtrarla.

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