peppina

Ieri pomeriggio ho cominciato a scrivere. Come sempre mi accade, in trance.

Nessun rumore, oltre alle mie dita sulla tastiera. Ad occhi chiusi, come un musicista, suono la mia musica. Scrivo. Mi commento a voce alta. Mi fermo, osservo il foglio e non vedo parole. Vedo me che parlo.

Vorrei, da sempre, fare radio. Una piccola e preziosa radio locale. Mi piace ascoltare la straordinaria diversità delle persone. Vorrei anche scrivere di queste storie. Una volta, correva l’anno 2005, grazie al mio vecchio blog ho avuto la possibilità di farlo. I blogger, sotto pseudonimo, mi hanno regalato la propria storia. Ognuna diversa, fatta di dolore e passioni. Solitudine e disperazione. C’erano storie a lieto fine altre concluse con un ricovero in ospedale per tentato suicido. Storie di omosessualità, raccontate con naturalezza tramite un blog ma ben più difficile da affrontare quando si è un impiegato bancario.

Quante storie, quanta diversità, quanto calore.

 

Questo sento quando mi chiudo nel mio mondo e suono la mia musica.

Ho riletto quello che ho scritto, non potevo pubblicarlo. Molti post giacciono in un mondo parallelo. Ad esempio quello dell’altro giorno stava per fare la stessa fine.

love_cornice

Bloccata dalla mia stessa musica. Volevo disegnare. Volevo il mio volto in primo piano con il cranio aperto in due. Dal cranio sarebbero uscite tante mani bramose, come serpenti impazziti. In cima a queste mani ci sarebbe stata la Peppina.

Potevo imbarcarmi in una non facile realizzazione tramite Photoshop. Ho rinunciato subito, non lo so utilizzare. E così, come non capitava dai tempi della scuola. Ho cominciato a disegnare. Io che ho idee, io che ho fatto vincere concorsi a scuola per i miei progetti. Ma. Non fatemi disegnare.

Io mi cibo di immagini, sogno ad occhi aperti e vorrei sempre disegnare quello che ho in testa, ma non sono capace. “Tutti possono disegnare”, si ma ci sono dei limiti.

Ho disegnato per tre ore. Una risma di carta lucida da stampante è finita. Disegnavo senza sapere dove volessi andare a parare, ma con la frustrazione che se per miracolo fossi stata capace potevo fare grandi cose.

Il miracolo ci è stato. So che i disegni non sono niente di che, ma per una che non ha mia disegnato in vita sua e che alle elementari scriveva da destra verso sinistra, direi che è un traguardo. Per me lo è.

Guardo il foglio e non mi pare possibile.

Pina & Peppina questo l’ho voluto. Vorrei che ci fossimo.

Il mio amore per te, Giammy, è sceso dal pennarello da solo.

 

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