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Oggi parliamo di polpette e della mia avversione a questo cibo amato da molti, soprattutto i bambini.

Le polpette sono il metodo più veloce per far magiare la verdure ai bimbi, ma anche la carne, il pesce. Le polpette sono divertenti, gioiose e carucce.

Queste sono parole che direste voi. Per me le polpette racchiudono un mondo che non conosco, una consistenza che difficilmente mi invoglia ad allungare la manina e prenderne un’altra.

Sarà che di tutte le cose buone che sa cucinare mia madre le polpette proprio non sono tra queste. Mamma te lo devo dire. “Cara la mia Duchessa le polpette lasciale fare agli altri”. Sono quelle cose che arrivate ad un certo momento, uno deve dire. Armata di coraggio, l’ho dissi. Ecco.

Vi anche un cartone “Piovono Polpette” (Sony Pictures Animation del 2009) che non ho mai voluto vedere. Un po’ come mia madre (oggi la sto citando troppe volte, poi si monta la testa) che non riesce a vedere i western, solo perché… sparano! Neanche fossero film di Quentin Tarantino (l’unico dopo Tim Burton che mi fa andare al cinema).

Ma torniamo a queste cose tonde che all'apparenza sembrano morbide, ma quando le mandi giu non si sa mai bene che sapore hanno; di certo si fermano perfettamente nell'esofago e le senti anche nei polmoni. Dopo la prima polpetta sei già costretto a bere tutto di un fiato, e si spera sia acqua. Ho conosciuto calabresi che per intraprendere il viaggio Milano – Reggio Calabria si caricavano la macchina di polpette fatte il giorno prima. Nel bel mezzo della Salerno Reggio Calabria mangiavano queste cose tonde e fredde come se non ci fosse un domani. Io li guardavo esterrefatta, senza capire quanti kilometri mancassero alla terra promessa.

A detta loro “le polpette di nonna sono buone il giorno dopo”. E a me viene solo da pensare “ma le polpette sono già un avanzo”. Si perché diciamolo le polpette si fanno o per far ingurgitare cibo che non si ama particolare oppure per finire qualcosa. “Ho avanzato del tacchino, del pesce, delle patate, che dici facciamo due polpette”. Ma anche no!

Polpette01

Ora le polpette vanno di moda. In questa transumanza di finti chef chiamati foodblogger le polpette sono sempre fighe da fotografare. Le polpette possono stare ore e ore sotto riflettori, nei piatti. Possono anche essere infilzate o bruchizzate( il bruco di polpette. Si, mi riferivo a quello). Di certo non si rovinano come la Signora Pasta (se ti sei perso qualcosa clicca qui).

Queste polpette è chiaro non nascono per la mia passione per le polpette. La dico tutta è colpa della piccola Astrid e il suo “ma non è possibile che tu non abbia mai fatto le polpette!”. Questa cosa mi ha inquietato. Io sono quella del “ma che ce vuole! Al massimo butto via tutto” (povero Giammy). Dato che l’appena citato uomo di casa si lamentava del fatto che io legumi mai. Non è che non ami i legumi, e che mi scoccio a cucinarli. Sono proprio una di quelle donne da sposare, io! Comunque sia avevo deciso per le lenticchie. Non volevo però fare le lenticchie. Le solite , se pur gustose, lenticchie. Ed allora ci ho fatto le polpette.

E dato che sono scema, non ho usato delle banali lenticchie magari pre cotte, in scatole, facili all’uso. Ma va! Ho usato delle lenticchie buone, di quelle che ti vengono regalate sotto le feste, quelle che le devi mettere a bagno, cambiargli l’acqua, parlargli e magari farci insieme pure un aperitivo.

E di certo non potevo fare delle leggere polpette di lenticchie. E le ho speziate, giusto un pochino. Sembravo il piccolo chimico.

A me sono piaciute tantissimo! Soprattutto il girono dopo (ma le ho riscaldate). E mentre le gustavo con la loro salsa di yogurt mi dicevo “ma allora è proprio vero che le polpette sono più buone il giorno dopo” . Non essendo però sicura del palato del Giammy ho fatto pure degli involtini di speck con caprino e spinaci. E così il Giammy è arrivato alla polpetta che era già pieno, e non ha apprezzato. Il giorno dopo tornato dall’ufficio ingurgitò una polpetta gelata di frigo. E morì. No ma … “Pina! Bastaaaaaaaaaa mi sembra di aver sposato una cingalese”. Tralasciando il fatto che non sono moglie di nessuno, mi rinfaccia ancora oggi queste benedette polpette.

Io invece me le rifaccio, con quelle in scatola. E vi assicuro sono buone, non date retta al Pugliese.

Polpette di Lenticchie profumate

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Ingredienti

400 gr di lenticchie già lesse (vanno benissimo quelle in scatola)

1 carota grande

Mezzo cucchiaino di semi di cumino

1 cucchiaino di coriandolo in polvere

Mezzo cucchiaino di curcuma

50 gr di farina

1 ciuffetto di prezzemolo

Sale e pepe

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Salsa Yogurt e senape

Un po’ di yogurt al naturale

Senape quella che vi piace

Menta fresca (e se non c’è pazienza)

Un goccio di aceto (e non dite “ma quello di vino a me non piace!”)

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Preparazione

Sciacquare le lenticchie, privare la carota della buccia e grattugiarla con una grattugia a denti larghi.

Mettere le lenticchie in una ciotola capiente e schiacciarle grossolanamente con un cucchiaio.

Unire la carota, la farina, il coriandolo fresco tritato, quello in polvere, il cumino, la curcuma, sale e pepe. Mescolare bene con una forchetta. Sarete molto piccolo chimico, ma yeah!

Con le mani inumidite formare delle palline e ponetele su una teglia foderata di carta forno e cuocerle in forno già caldo a 180° per 10-15 minuti.

Servire calde con la salsa. Come si fa la salsa? Prendi tutti gli ingredienti e mescolali in una ciotola. Facile, no?!

 

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