Arrosto01

E’ ufficialmente cominciata la corsa verso il 2014 in cui attraverseremo antipasti di salmone, primi di tortellini e secondi di cotechino. Tutto annaffiato da ettolitri di vino rosso, spumante e canditi.

Non vi è solo la Vigilia di Natale di magro, che di magro ha solo il nome (non ho mai visto rendere grasso il pesce come durante la notte del 24 dicembre), ed il Natale con i suoi piatti tipici  della tradizione di ogni famiglia; ci sono cene tra amici, colleghi, giovani e meno giovani. Ci sono pranzi con avanzi. Si sa a pranzo l’avanzo a cena si cucina. Stranamente ci alziamo la mattina che abbiamo fame. Anche chi solitamente non fa colazione, non si sa bene perché, trova sempre il modo di ingurgitare una fetta di panettone per poi continuare a metà giornata con un thè e dei biscotti. Poi ci sono gli aperitivi ad aprire le cene e i dopo cena: canditi, frutta secca, l’immancabile gelato alla vaniglia da mettere vicino al pandoro.

Questo week end sono caduta talmente in basso che, nel mio personale abisso, ho fatto un salutino al Bianconiglio. Si anche da quelle parti pare che che tra una tazza di thè e l’altra si mangia. Niente carne, però, da quando è stato bandito “tagliatele la testa” si preferiscono alimenti decisamente vegetariani.

Mi sono ferita all’interno del cuore e ho versato tante lacrime che mi è venuto anche a trovare Nemo. Ho due occhi gonfi e neri con strisciate violate. Pensavano di usarmi direttamente come puntale dell’Albero; ho però spiegato alla gentilissima Morticia Addamas che non era proprio necessario impagliarmi.

Mi sono rifugiata nel buio della mia solitudine ed ho macinato chilometri continuando a vedere la piccola fiammiferaia. Mi capita ogni dannato Natale.

Alla fine ho deciso che potevo, da sola, tornare a casa. Non so bene cosa sia successo ma era come trovarsi al polo sud ai primi spiragli di primavera. C’ero io su una chiatta di ghiaccio, intorno a me centinaia di pinguini eccitati guardavano verso est a cerca del sole. Non sentivo freddo, eppure c’era vento. Non mi sentivo veramente sola, eppure non potevo dire di sentirmi al sicuro. Ho nascosto il viso tra le mie braccia e scorto un altro corpo. Un corpo a me caro, un corpo a me familiare. Mi sono rintanata sul suo collo. Ho annusato il suo collo, ho tracciato la linea del suo naso e della sua bocca. Ho ascoltato il suo respiro ed ho implorato le sue braccia su di me.

Ero a casa. Ero con il Giammy e per quanto io cerco di cadere negli abissi e di capovolgersi gli emisferi, lui mi trova sempre.

Arrosto04

Ho passato la notte a montare un video. Si il mio video di Natale. Il PC non ce l’ha fatta a salvarlo, l’iPad era ormai colmo e non riusciva a salvarlo. Ho cancellato applicazioni, ho spezzettato il video in sette parti. Ho rimesso tutto insieme come in un puzzle mentale. L’ho caricato. L’ho guardato sul televisore. E non mi è piaciuto. Non mi è piaciuta la canzone, che per altro si alza e abbassa come e quando vuole lei. Non mi è piaciuto che si vedono i tagli, che ho scelto di velocizzare di punti. Non mi è piaciuto di non essere riuscita ad andare in montagna a girarlo.

Però.

Devo ammettere che ero caduto nell’abisso con il Bianconiglio e i Pinguini. Mi sono vestita da Santa Claus, si anche le calze a righe, ed ho accesso l’iPhone ed ho iniziato a vedere qualcosa che volevo interpretare. E l’ho fatto. Ed il Giammy mi ha lasciato fare. E Lui, il mio eroe, mi ha anche cucinato. Questa mattina non ha detto una parola. Le mie occhiaie parlano per me. E si è messo sul divano con me, ha pure acceso l’home theatre, e l’ha guardato. È stato critico, come sempre. Non mi dice mai “ma che bello”. So però che a lui basta che io sia tornata dal mio abisso per cadere direttamente nel mio mondo di folletti e soffici nuvole di zucchero a velo.

Oggi sono qui tra omini di Pan di Zenzero e bacche di vaniglia. Di la con me c’è il mio orso che ha fatto magicamente comparire due pacchetti di per me.

Io il mio Babbo Natale già ce l’ho.

Arrosto con Pere e Castagne

Arrosto02

Ingredienti

1kg di fesa di vitello

300 gr di castagne

2/3 pere (dipende dalla grandezza)

Rosmarino, timo, sale e pepe, aglio

Rum (Non necessario) Potete aggiungere un mezzo bicchiere di rum alle pere. Io l’ho fatto

Arrosto03

Preparazione

Dobbiamo fare una bella incisione sulla fesa, al centro. Senza però aprila in due. Il taglio ci servirà per mettere la farcia.

Lessiamo le castagne. Nel mentre sbucciamo le pere e tagliamoli a dadini.

In un tegame capiente aggiungiamo un filo di olio e aglio e facciamo rosolare le pere per 5/6 minuti. Aggiungiamo le castagne che avremo, una volta cotte, tagliate grossolanamente. (Bollite le castagne con la buccia, poi fatele un po’ raffreddare ma non troppo e pelatele. Se le lasciate raffreddare troppo è più difficile pelarle). Potete tranquillamente usare le castagne già lessate prive di buccia. O quelle pelate da lessare. Io sono stata una pazza, lo so.

Mettete la carne su un foglio di carta forno: salate pepate e profumate con rosmarino. Aggiungete il composto di pere e castagne. Chiudete con spago da cucino a mo di arrosto. Infornate a 200 gradi per circa 40/50 minuti. Dipende dalla carne. Se avanza ripieno, mettetelo insieme alla carne farà da sughetto.

E…gnam!

Print Friendly, PDF & Email