peperina

Il 31 dicembre 2003 aprivo il mio blog. All’epoca si chiamava Emisfero.iobloggo.com ma avevo registrato Peperina.it che utilizzavo per “sperimentare”html.
Il primo post è stato questo:
Pace..
Pensavo fosse vuoto … deserto … un luogo di solitudine senza niente di interessante, ed invece… la quiete.
Un ambiente con verde, cielo azzurro, cascate fresche. Nulla a cui pensare, niente da dire. Solo pace.
Quest’anno giunge al termine. Soprattutto Dicembre se ne va. L’anno prossimo mi voglio laureare e voglio che sia il mio anno. Mi laureo a 23 anni.
Voglio stare con te. Voglio gestire il Club. Non voglio più il peso dei miei genitori.
Voglio averti come amico, si parlo sempre di te, Angelo mio… perché me l’avevi promesso. All’inizio…ricordi? Che ci saresti stato, che mi avresti raccontato le tue disavventure.. poi dissi che non eri più in grado di promettermelo. Beh.. spero tanto che ritorni da amico. Amico onesto.
31 dicembre… e la ruota pare si ferma.
Non mi dispiace.

Da li ho continuato a scrivere su Peperina.it fino ad ottobre 2012. Peperina è stato il mio diario. Il Diario, quello vero. Dove ho raccontato del sangue colato, degli abusi, dei pianti. Dei miei alti e bassi con il mio ragazzo, dei momenti concitanti della laurea. Del primo lavoro, delle vittorie con il Club. Il mio Diario, Peperina, è stato usato contro di me perché ero io. Nuda dietro ad una tastiera a parlare di me. Poi è arrivato Giammy e Peppina.
Come un fulmine a ciel sereno mi sono accorta che il web non era più lo stesso. Non vi erano più i diario, ma i blogger. I blogger con definizione. Ho cercato inizialmente di fare Pina qui ed essere la maledetta Peperina di la. Il 24 novembre ho cancellato tutto. Sul web. Il blog c’è e ci sarà sempre. Ho capito che sono io Pina e Peperina e Peppina. Questa P. che non appartiene veramente al mio nome, che non appartiene a nessuna persona che ho conosciuto.
P. come Papà questo si. E forse P. dovrò darlo a qualcuno prima o poi.
Peperina è stata la mia adolescenza, il mio stare in punta di piedi a guardare gli adulti. Prima credevo che esistevano i ragazzi ed i grandi, ora so che ci sono io. Questa sono io: alcol, casini, cannella compresa.
Addio Peperina. E grazie a me e a chi c’era ad ascoltarmi. Mi avete salvato.

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