Arancia e Zenzero, i signori del Natale.

Ho inforcato i miei occhiali viola, ho sistemato il plaid sulle gambe ed ho osservato ed ascoltato. In questo periodo non vi è trasmissione televisiva e radiofonica che non proponga un cenone perfetto per le feste Natalizie. Ho ascoltato anche un’intervista su radio Deejay di un’esponente (non ricordo la qualifica) della rivista “La Cucina Italiana”, in cui si diceva giusto appunto come nel mese di dicembre le donne vogliano fare tutto. Dal Panettone alla pasta. Dall’alcol al dolce. Tutto, ma proprio tutto. Centrotavola, segna posti.

Non metto assolutamente in dubbio che vi siano mamme e nonne alla prese con “oddio cosa cucino”, non metto neanche in dubbio che persistono tavolata da 10/12 persone. Quello che però proprio non capisco perché ci piace pensare che tutta Italia sia in questa condizione.

Io penso e vedo donne, mamme  che lavorano e cercano disperatamente di gestire un marito , un figlio, una suocera e una casa. Generalmente le coppie si separano alle 7.30, quando va bene, ma anche prima e si rivedono verso le 20 . Durante la giornata due telefonate. “Sei arrivato? “ si tutto bene”. E a pranzo “ciao amore cosa hai fatto oggi a scuola”. Alla sera è un’impresa presentare una cena nutriente, diversa e che possa accontentare tutti.

Negli anni si fanno sempre meno figli quindi la nostra coppia tipo non avrà poi così tanti fratelli e sorelle con cui sedersi a tavola. Magari le nonne e zie sono malate a tal punto che non se la sentono proprio di stare sveglie fino a tarda ora. O peggio, non ci sono più.

Queste famiglie hanno fatto sacrifici tutto l’anno per mandare a scuola il proprio figlio, magari per fargli frequentare l’università lontani da casa. Natale è l’occasione per mettere sul tasto “Pause” e recuperare tutti quei minuti persi. Il regalo è decisamente fuori moda, al massimo ci si concede qualcosa di utile o qualche scambio culinario tra nord e sud, tra Italia ed Europa.

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Il concetto di famiglia è assai allargata. Abbiamo figli che convivono con coinquilini magari senza genitori o stranieri che non tornano per le feste perché costa molto. Uomini divorziati senza figli legati ai vecchi amici universitari. Donne lasciate sole che hanno creato amicizie sul lavoro. Tanti anziani dimenticati. E si anche tanti bimbi senza fratelli e cuginetti con cui giocare.

Seduti in salotti minuscoli con cucine a vista troveremo amici, colleghi, vicini di casa e qualche parente. Difficilmente raggiungiamo la quota dieci commensali.  Difficilmente la donna di famiglia ha avuto settimane per pensare al cenone e il Santo Supermercato aiuterà questa famiglia con antipasti già pronti, affettati. Il piatto forte diventa un gustoso arrosto con il più classico dei contorni. Oppure si opta per dei pescioni al forno. Il dolce, proprio il tempo di farlo non si ha, e si opta per il sacro Panettone e per i più piccoli magari un panettone con cioccolato. Tanto poi ci sono le noci e i canditi a rendere tutto ancora più dolce.

Ci sono famiglie che per dieci anni di fila prendono l’auto, il treno e raggiungono i propri genitori nella città di origine. Prima però serve fare un Natale “giovane” in compagnia di amici che si trascurano sempre e che grazie al 2.0 si riesce comunque a sentire con un messaggio, una foto su facebook e una mail scritta mentre si aspetta la piccolina che finisca di fare nuoto.  Ed allora il dilemma non è tanto che cenone fare, ma cosa cucinare di un po’ diverso per godersi lo stare insieme.

Ecco io credo che l’Italia sia più questa. Non credo a questa frenesia del piatto da Master Chef. Credo negli insaccati, nelle Capa Santa, nelle mazzancolle. Io credo nel mascarpone. E credo negli arrosti e i cappelletti. Credo in quintali di pane e grissini. Cesti di natale regalati perché all’ultimo si è invitati a cena; e se in un primo momento non ci fa molto piacere alla fine ci fa sentire meno soli. Credo in persone che aspettano quella telefonata per poter dire “certo che vengo”. Credo in fiumi di limoncello fatti in casa, in grappe comprate per gli uomini dai gusti forti. Credo nei ragazzi fuori sul balcone a fumare mentre osservano che non vi è neve. E credo nei bambini che anche se tutto l’anno ti dicono “voglio quello” finiranno per giocare con i giochi di sempre e amare i mille baci dai nonni barbuti.

Credo che siamo semplici e complicati allo stesso tempo. Credo che ci piace metterci in mostra in tavola, ma con cose che non ci impegnano. Credo che non abbiamo tempo.

Sostengo che meglio riporre meno tempo a preparare il cenone e passarlo di più al telefono con parenti lontani, amiche in difficoltà o anche solo per regalare i classici Sali da bagno al filippino che tutte le mattine ci augura il buon giorno.

Non proporrò nessuna ricetta particolare per Natale, nessun cenone, nessuna idea presa da chissà quale programma televisivo. Vi regalo ricette da me fatte e gustose che rifarei in compagnia.

Oggi un classico. Il Pollo ma dal gusto talmente particolare che è perfetto per una cena in compagnia di amici veri.

Cosce di Pollo Christmas Version (con arancia e zenzero)

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Ingredienti (4 persone)

4/6 cosce di Pollo

3 arance

2 cipolle non troppo grosse

100 gr di olive prive di nocciolo

100 gr di capperi

1 pezzetto di zenzero

1 cucchiaio di cannella in polvere

1 bustina di zafferano

2 spicchi d’aglio

Prezzemolo, sale e pepe, olio

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Preparazione

Ci serve una ciotola capiente.

Sbucciamo le cipolle, lo zenzero e l’aglio. Tagliamo tutto molto fine.  Mettiamo tutto nella ciotola. Aggiungiamo il succo delle 2 arane e le spezie (cannella e zafferano).

Sciacquiamo il pollo e lo asciughiamo con carta forno poi lo mettiamo nella ciotola avendo cura che il succo penetri bene nelle cosce. Aggiungiamo la terza arancia taglia a fette, va bene anche la buccia. Copriamo la ciotola con una pellicola trasparente e lasciare in frigo marinare per 3 ore. Almeno, poi se avete tempo anche di più. Non eccessivamente però se no la carne “cuoce”.

Al termine della marinatura scaldiamo una padella con dell’olio . Mettiamo la carne ben scolata dalla marinatura e facciamo rosolare. Aggiungete la marinatura e fate cuocere a fuoco dolce per circa 40 minuti. Verso la fine aggiungiamo i capperi dissalati, le olive e finiamo con sale e pepe. Un a manciata di prezzemolo fresco…e gnam!

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8 risposte a “Arancia e Zenzero, i signori del Natale.”

    1. A dirla tutta l’ultima volta che ho mangiato il mascarpone andavo alle elementari. Però era per esprimere un concetto…!! Se mi inviti sotto il tuo albero e lo cucini tu beh allora lo mangio.

    1. Oddio! Che emozione! Comunque vado tranquilla perché é una di quelle per cui il Giammy ha detto “very good!” Buona giornata

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