C’era una volta a Cavan un povero muratore che  lavorava tutti i giorni, tranne la domenica. Nonostante questa devozione il muratore riusciva a stento a sfamare la sua numerosa famiglia.

Una notte di ottobre, poco dopo che si era addormentato, bussarono alla sua porta. Si trovò davanti un prete alto, magro, cadaverico.

“Salve buon uomo!”, disse costui “da tempo osservo che siete un buon cristiano e una persona fidata. Vorreste fare un lavoro per me questa notte?”.

Il muratore risposte “Certo, ma per il giusto compenso”

“Così sarà se voi accenterete la mia proposta. Ad una condizione: verrete con me bendato”.

Il muratore non fece obbiezioni. Il prete lo bendò e lo condusse attraverso stradine sterrate e ventose. Si fermò davanti al portone di un casale. Il prete prese la chiave, la fece girare rumorosamente nella toppa, ed aprì ciò che all’udito pareva un pesante portone.

Entrarono e la porta fu chiusa a sprangate. Il muratore, ancora bendato, fu condotto attraverso un lungo corridoio molto freddo. Quando fu sbendato poté ammirare un ampio salone illuminato da una piccola lampada. Al centro del salone vi era una fontana araba intatta. Sotto di essa, una tomba.

Di fianco alla tomba tutto l’occorrente per finirla.

Non vi era altro da aggiungere. Il muratore cominciò immediatamente a lavorare senza fare domande. Al sorgere del sole, la tomba non era ancora completata. Il prete gli diede una moneta d’oro e lo invitò a tornare a casa. “Vorresti tornare domani a finire il lavoro?”

“Volentieri, se è così ben pagato!”.

Il giorno seguente, a mezzanotte, si ripeté la stessa scena. Arrivò il prete, bendò il muratore.

Quella notte la tomba fu terminata. Il prete chiese “Gentilmente mi aiuteresti con il corpo?”.

A quelle parole i capelli del povero muratore gli si rizzarono sulla testa! Non fece tempo a chiedere ulteriori spiegazioni che il prete gli diede altre due monete d’oro. E questo basto al povero muratore per accettare in silenzio.

Si aspettava una scena macabra e puzzolente. Invece si trovò davanti due corpi di donna. La prima molto formosa con folti capelli rossi, la seconda più longilinea con capelli biondi. Entrambe le donne erano vestite con abiti nobili e piene di gioielli. Se non fosse stato per il colorito biancastro potevano essere vive. Quasi gli era parso di vedere un sorriso sulle labbra curate di una delle due donne. wine

Scacciò via quei pensieri e con non poca fatica portò le donne nella tomba appena scavata.

Il prete poggiò dei cuscini intarsiati d’oro nelle tombe. Di fianco alla mano di ogni donna, vi appoggiò un calice di quello che pareva sangue, ma il muratore si disse che era vino e che essendo donne ricche questa era l’usanza.

Quando tutto fu terminato il prete lo bendò e lo trascino su per altre stradine. Ad un certo punto si fermarono, il prete diede altre monete al muratore e disse “aspetta qui finchè non sentirai i dodici rintocchi della mezzanotte successiva. Se non lo farai il diavolo si impossesserà di te!”.

Il muratore, rimase dov’era per tutto il giorno seguente. Attese fiducioso, con le monete in tasca.  Poco prima della mezzanotte sentì un vento gelido, pensò che era normale essendo il 31 ottobre. Sorridente, attese i dodici rintocchi.

Poi si sbendò. Era nei pressi di un fiume. Lontano da casa sua e presumibilmente dalla casa del prete. Senza badarci, corse a casa. E per festeggiare il mattino successivo comprò un enorme zucca con cui sua moglie fece uno stufato per tutta la famiglia. Ben presto i soldi finirono.

E lui si ritrovò sempre più povero.

[Fine Prima Parte]

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