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Io mi sono immersa in questo boom di colore e dolcezza non per competere o dire “ci sono anch’io”. Io sono qui per il Giammy. Dal 1998 ho un blog, dal 2004 questo blog è andato online. Il mio blog mi ha salvato la vita una volta ed ora mi sta aiutando ad andare avanti.

Dal 2010 ho il Giammy e lui mi ha incitato a continuare. A scrivere, era semplice, a dare vita a quello che c’è sotto il piumato e lo “starnazzamento”, è una sfida. Ogni notte mi sveglio vendendo creature, inventando storie. Ogni mattina li ho abbandonati in una tazza di caffè. Da quando esiste nella mia vita il Giammy queste sono uscite dalla tazza di caffè reclamando attenzione. E lui, il mio Giammy, mi ha spronato, aiutato e sostenuto. Non per esserci, ma per me.

Per me che mi è sempre stato imposto di essere “realista, rigida e camminare diritta”. Me che non la smettevo di vedere volti . Sulle parte, tra le pieghe dei libri, tra la polvere depositata sulla tastiera.

Cucinare è una cosa che fai per te stessa. Lo fai perché ti piace coccolarti e prenderti cura degli altri. Io ho cominciato per Lui, poi per gli altri. Gli altri hanno sicuramente gradito. L’anno scorso ci sono state torte di zucca, muffin di zucca e dita di strega. Tanti “buoni”, nessun “grazie”.

Ora sto passando un periodo veramente difficile. Ogni giorno potrebbe essere l’ultimo in cui trovo la forza di andare avanti.  Questo blog è la mia ancora di salvezza. Un piede palmato davanti all’altro. Una foto e una fesseria. Voi. Un sorriso, un commento, un tweet, una mail. E la giornata è andata. E domani forse ce la faccio a mettermi in piede.

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In questi giorni sono consapevole che mia madre non mi conosce. Non sa niente di me. Non gliel’ho mai permesso. Con la mia croce, i miei dolori, i miei demoni. Però incredibilmente percepisce le fasi down, gli abissi e i malumori. Mamma mi fa torte di mele per tirarmi su. Ed io le fotografo. E lei mi aiuta a sistemare le luci. E di lei parleremo poi. C’è stato un contest di mele in questo ottobre. Ed anche se è difficile, ho deciso di acquistare una shopping bag per voi. Spero che arrivi a chi vede oltre alla pasta di zucchero. Io non sono una che vuole cucinare per divenire. Io voglio essere, voglio raccontare. Voglio continuare ad alzarmi ogni mattina e vedere voi. Voi attraverso il trillo del mio iPhone e di quella forza che mi fa stare qui ora, davanti al pc, con il collo che più di tanto non si gira. La schiena che brucia. La vista offuscata e un vuoto enorme dentro.

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Avevo deciso di fare i cupcakes di halloween e di festeggiare Halloween con il Giammy con annesso scheletro tra di noi. Il Giammy non c’è. Questo dannato lavoro e santo lavoro. Il Giammy però c’è. Sempre. Io lo maltratto, lo scalcio, lo temo. Tempo i suoi occhi verdi e la forza del suo abbraccio. Di lui mi sono innamorata. Subito. La prima volta e l’unica e l’ultima.

Questo momento di difficoltà e io me la prendo con lui. E poi per rimediare, per andare avanti, decido di fare i pupazzetti e Michele mi scrive un commento qualunque, ed io vado avanti. Metto la Nikon sul tre piedi, e poi decido di uscire di casa. Dopo una settimana, trovo la forza di uscire di casa. Un’idea. Non sono riuscita a realizzarla. Non mi deve importare. Devo affrontare i piccoli disguidi del quotidiano, e devo pur dire ad alta voce che io ora tanto bene non sto. Non devo continuare ad allungare i ricci davanti alla faccia.

Esco e però trovo la pasta di zucchero in formato mignon ed allora non resisto. Io i  cupcakes per Halloween li faccio lo stesso. E non importa se sono qui da sola. Li condivido con voi.

E poi succede che io i Muffi li porto alla mia estetista che tante parole ha saputo darmi, a differenza di chi amico si è dichiarato ma non lo è stato. Ed ho deciso che io domani vado anche dal mio nipote, l’amico Kli, che torna dalla Liguria. E poi torna il Giammy e decide di portarmi a Marsiglia.

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Questi cupcakes sono tutti per me. Per la mia settimana passata con le forbici ed una Nikon montata sul tre piedi. Questi  cupcakes, assolutamente non spaventosi, e sicuramente imperfetti li dedico a voi. Ai vostri commenti , ai vostri mi piace. Non smettete. Io un zampa palmata davanti ogni giorno devo mettere.

E con voi è più facile.

Ho paura dei vivi io, quelli che ci stanno la fuori. Voi siete come tanti fantasmini che ruotate intorno ad un micro cosmo dove ci sono papere, anime, pensieri e cupcakes.

I cupcakes che ho cucinato sono alla mela e cannella. Poi ho adoperato la pasta di zucchero per modellare i ragnetti. Per le streghe, perché si vede che sono streghe (mmm), ho usato i mikado per le gambe e sempre pasta di zucchero. C’è anche un po’ di crema di burro.

Un po’ di ordine e si va in scena.

 Cupcakes Mela e Cannella

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Ingredienti per 12  cupcakes

1 mela piuttosto grande

115 gr di burro

175 gr di zucchero

Cannella in polvere

2 uova

175 gr di farina

Mezzo cucchiaio di lievito

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Preparazione

Scaldare il forno a 180 gradi e preparare i pirottini.

Sbucciare la mela e tagliala a cubetti molto piccoli. In una ciotola sbatti il burro, lo zucchero. (ricorda di tirare fuori prima il burro e anche le uova). Aggiungi la cannella . A piacere.

Girate energicamente fino ad ottenere un composto omogeneo e spumoso.

Aggiungi un uovo alla volta e la farina setacciata. Ed infine il lievito con un pizzico di sale.

Riempi i pirottini (non troppo a tre quarti). Falli cuocere per 20/25 minuti

Decorazione

Pasta di zucchero nera e arancio.

Ho tagliato con un piccola formina i tondi per coprire i cupcakes. Per fare il ragno con la pasta di zucchero ho fatto un pallina. Poi con l’aiuto degli attrezzi (vanno benissimo le posate o stuzzicadenti ci mancherebbe), ho fatto occhi e bocca. Poi con la pasta di zucchero arancio ho fatto delle piccolissime palline che ho inserito nei buchi degli occhi, poi sopra un’altra pallina nera. Le zampette,sono 4, fatte facilmente con le mani.

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Per la crema di burro (per 12 cupcakes) . Io ho ridotto, avendone fatti meno.

125 gr di burro

250 gr di zucchero a velo

Burro (non freddo) e zucchero vanno amalgamati fino ad ottenere un composto omogeneo. Ho usato del colore alimentare color arancio per colorare la crema di burro. Poi ho messo il composto in una sac a poche e ho farcito il cupcakes.

Per le gambe della strega ho usato dei mikado tagliato. Le scarpe: piccole palline leggermente allungate.

Per il cappello della strega, il mio è veramente brutto. Fai un cerchio per la basa. Poi con un’altra pallina di pasta di zucchero fai un cilindro, schiacciato in alto. Asembla (un goccio d’acqua per unire le varie parti di pasta di zucchero).

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