Questi biscotti sono la rappresentazione di innumerevoli emozioni. Li ho fatti nonostante il momento difficile, i muratori, il Giammy che è via per lavoro più del solito e la compagnia della solitudine.

Non sono stati fatti appositamente per Halloween, nascono da un piccolo desiderio. Il desiderio di osservare che la speranza si posso trasformare in un’azione positiva, affettiva, innovativa.

Quando sono in giro riesco sempre a racimolare qualche ricettario specifico del prodotto tradizionale del luogo. Ho ricettari su formaggi, zafferano, paprika, bottarga.  A questi si aggiungono una collezione di ricette prese da riviste specializzate. Non tengo tutto il giornale. Mi piace fare una selezione accurata e catalogare le ricette per stagione e tipologia. Si so di essere un pochino matta. Ho cercato di fare la stessa cosa in digitale, con l’iPad , creando un’apposita liberia chiamata “ricetteraio”, ma con scarsi risultati. La mia devozione nel prendere la rivista, tagliarla, catalogarla, metterla nel raccoglitore… è magico. Tutto nasce da mamma che ha preso il coraggio a due mani e si è messa al PC, trascrivendo ricette scritte su carte di formaggio ormai logore. Ha un fantastico raccoglitore color panna con dei fiori blu dove nasconde tutti i suoi segreti. Un giorno quel libro sarà tramandato.

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Tra le varie ricette salvate, c’era questa dei biscotti alla cannella. Biscotti a forma di cuore, su una tovaglia rossa da accompagnare con marmellata di banana. Biscotti per un’occasione più che speciale.

A me l’occasione è venuta per caso, come molte delle cose che faccio. Magari qualcuno può pensare che ci sia una sorta di pianificazione e programmazione, non è così. Mi alzo la mattina e “Ho pensato di…” il Giammy trema quando dico così, poi però mi asseconda. Non capisco se sono più matta io o lui!

Un giorno ho cominciato a dire “più cannella per tutti”, “baci alla cannella”. L’idea di questi bacetti con le ali che volano per tutte le Alpi e gli Appennini solo per raggiungervi. Mi piace. Capireste che sono i miei baci perché, appunto, saprebbero di cannella.  Ho un vero e proprio sogno. Prendere un vecchio caravan, o bus e portare door to door biscotti. Scenderei dall’autobus andrei nei vostri paesi, assaporando strade e paesaggi. Cercherei di farli un po’ miei tramite documentazione video fotografica. Poi semplicemente suonerei alla vostra porta “Salve ho dei biscotti”. Un tè, magari un caffè e tanti biscotti. La vostra storia. Due foto e via verso un altro campanello. Mi piacerebbe filmare tutto e regalare storie comuni al profumo di cannella. Lo chiamerei “Un biscotto e via”. Già che ci siamo, se c’è qualcuno all’ascolto e vuole realizzare il mio sogno, non ha che da farsi avanti.

E così con questo sogno insinuato nelle mie meningi, ho promesso biscotti alla cannella più o meno per tutta Italia: Piemonte, Sicilia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna. Bello vedere quanti siamo e quante regioni ci sono sedute virtualmente intorno a questo tavolo.

In particolare è successo che una di voi è in Lombardia, a Milano per giunta, e per giunta nella via parallela dove un tempo ho lavorato. Distanza da casa 30 minuti. #noncipossocredere è il caso di dirlo.

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E la cosa ancor più straordinaria che ho pensato subito a quei biscotti a cuore al profumo di cannella. Ho aperto il cassetto delle meraviglie e l’ho tirata fuori la ricetta. Sono uscita a comprare tutto e mi sono messa al lavoro. Per accorgermi che non avevo il mattarello, in quanto ancora a casa vecchia. Con occhioni da cane disperato ho chiesto al Giammy che ha mobilitato la protezione civile per trovare un mattarello. E così abbiamo steso la pasta alle ore 7.00 del mattino. Di un mattino in cui i muratori erano in casa, il Giammy è scappato via, e l’aria si è riempita di cannella. Ho fatto assaggiare i biscotti ai muratori che si sono stupiti di una donna milanese che sforna biscotti. “Senta mica sono una fighera di Milano”. E loro “si vede”. Non fidandomi dei muratori  che, si sa, mangiano qualsiasi cosa li ho affidati alla Mameta, ergo mamma del Giammy. La sua mamma, che tecnicamente per me sarebbe (faccio un po’ fatica con la gerarchia io!)…., li ha trovati molto buoni.  Non ci conosciamo. Io le dono biscotti, lei purea di fave. Uno scambio equo, insomma.

Come vedete non sono di certo a forma di cuore. E qui si che ho guardato il calendario e… “Halloween”. Avevo comprato queste fantastiche formine un anno fa, ma sinceramente poi non sono riuscita ad usarli, perché tra torte, muffin, puncake salati, era arrivato Natale.

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Un breve appunto “mercoledì sono in Brera” ed un piccolo desiderio “se ti va….”. E se ti va è arrivato semplice. Io e Laura ci siamo incontrati alla stazione Garibaldi di Milano. Io ero veramente assonnata, e strana. Si beh mica sono così rincitrullita, non so bene cosa avessi. Però niente apprensione, niente vuoti di imbarazzo. Laura e me. Un caffè e i biscotti alla cannella.

In fondo, prima della “mameta” del Giammy, dei muratori, quei biscotti nascevano da “ci vediamo a Milano e ti porto i biscotti alla cannella”. Una frase da web, una frase detta per caso. Una frase diventata insistente, prepotente. Una qualcosa che andava assecondato, assaggiato … provato. Io che non ho creduto mai nelle persone, io che ho preso porte in faccia. Io che , grazia al percorso con il Giammy, mi sono aperta al mondo per ritrovarmi in una situazione difficile da sola. Ci ho voluto riprovare. Laura era li. Senza tanti giri, senza tanti artifizi. Lei, la sua voce acuta (insieme potremmo farci sentire fino a Palermo), la sua energia, il suo sorriso. Laura, una qualunque, ma che fa la differenza e diventa qualcuno.  Praticamente ogni giorno mi manda messaggi per chiedermi come va o quasi a dire “ehi! Ci sono, ci siamo!”. Mentre persone che, a detta loro, mi vogliono bene, sono spariti. Vaporizzati. In particolare Ben, il mio psicologo, a cui ho dedicato biscotti, post interi. Giornate e abbracci. Lui che non si accorto di niente che però mi ha sempre fatto credere che “siamo amici”. Lui se n’è andato. Io l’ho cancellato. Si ho preso una gomma e lentamente ho cancellato tutte le parole, le promesse, i biscotti e i pranzi. Lui, invece di chiedere e di capire, ammonisce il Giammy con “ce l’ha con il mondo”.  No.

In questa difficile situazioni ci sono perché non ero lucida, perché non ho ragionato con la mia testa. Non so come e se ci uscirò. Intanto ho il Giammy e piano sto cercando di avere un rapporto quanto meno equilibrato  con mia madre. E per quanto possa apparire stupido e strano, ho questo blog. Questo blog è la mia ancora di salvezza. E questo blog mi ha portato Laura. E non importa se con lavoro, figli, kilometri, si fa fatica. Lei c’è. Lei mi chiede come va. So che posso mandarle un messaggio e aspettarmi risposta.

Non ce l’ho con il mondo, e neanche con te che non rispondi ai messaggi, oppure te che non rispondi alle mail, o te che mi contatti solo perché pensi che io abbia informazioni utili, oppure tu li in fondo che sei sparito perché ti vergogni di avermi fatto credere che potevi aiutarmi. E anche tu che credi che per me sia facile, che sono fortunata. Non ce l’ho con voi. Forse un po’ delusa da me stessa che ho fatto una cosa a cui non credo per niente: mantenere rapporti solo per non sentirsi soli.

Con questo blog, con Laura e tutti voi, sforno biscotti esprimo desideri e compio un altro passo verso me stessa. Acquisendo per me rispetto e amor proprio.

Ricetta Biscotti alla Cannella 

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Fantasmini, zucche: biscotti alla cannella gli ingredienti

500 gr di farina 00

150 gr di burro

150 gr di mandorle già pelate

2 tuorli

150 gr di miele

200 gr di zucchero di canna

5g di lievito

1,2 cucchiaini di cannella in polvere(a gusto)

La scorza grattugiata di un limone

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Preparazione

Sciogliamo bagnomaria il burro, poi aggiungiamo lo zucchero di canna e mescoliamo per bene. Quando si sarà sciolto, aggiungiamo il miele e continuiamo a girare fino a che il composto non sarà omogeneo. Spegniamo il fuoco, lasciamo intiepidire. Al composto aggiungiamo le mandorle tritate finemente (aiutatevi con un mixer). Poi i due tuorli, la scorza di limone e la cannella. Mescoliamo il tutto.

Mescolate a parte farina e levito e poi unite al composto. Lavorate con le mani fino a d ottenere una bella palla omogenea. Lasciate riposare per 8 ore. Più non meno.

Dopo le ore di sonno della pasta, detto risposo, tiriamo la pasta. Spessore 5mm.

Io ho usato le formine di Halloween, ma voi potete usare: cuori, tartarughe, stelle. O se volete anche la classica tazzina da caffè o bicchiere per fare la forma tonda.

Una volta fatta la forma desiderata mettiamo in forno a 180° per 20 minuti. A me hanno cotto molto meno. Quindi regolate voi. Quando sentite il profumo sono pronti. Devono dorarsi ma non bruciarsi. Fate anche , se non vi fidate, la prova stuzzicadenti.

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Presentazione

Ho semplicemente preso della pasta da zucchero e con l’aiuto delle stesse formine dei biscotti ho fatto i fantasmi. Per attaccare la pasta da zucchero al biscotto invece che comprare il collante alimentare, potete serenamente usare un pochino di marmellata. Una goccina.

Per le zucche, ho usato il colorante alimentare e ho spennellato i biscotti.

Ognuno può fare quello che meglio crede per decorarli anche usando la ghiaccia reale che però è anche più difficile. I biscotti sono eccezionali e buoni anche semplici.

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