32_compleano

Per onor di cronaca.
La torta “Pan di spagna con crema chantilly e fragole è tutta opera della mia mamma, detta “La Duchessa”
.

Domenica mattina mi sono alzata con il Giammy che mi sussurrava all’orecchio “buon compleanno”. La mattinata è proseguita con me in ipertensione per il pranzo organizzato da mia madre e tanto per complicarmi la vita ho deciso di provare la doccia del bagno padronale senza vetro. Volevo provare che veramente si potesse fare la doccia senza gocce. Effettivamente… il Giammy ci è riuscito. Me medesima no, perché non ha resistito a cantare con il getto dalla doccia che pare uno di quei microfoni di annata. In fondo è iniziato Io Canto, tra poco XFactor e Sanremo è alle porte. Insomma bisogna tenersi in forma.

Dopo che ho asciugato il bagno completamente inondato della mia stupidità, siamo andati da mia madre. Si, ho omesso. Si c’è stato l’incontro al vertice tra Mr. M ed il Giammy. Si sono annusati, il Giammy mica tanto è tre giorni che ha la febbre, si sono scambiati rapide occhiate e valanghe di certezze sul mio conto. “Si è una bamba”, “oh si ha paura del ferro da stiro”, “sembra il Dectetive Monk quando sistema maniacalmente le stanze”, “non è cattiva è solo un po’ stupidina” e così via.

32_compleano2

Francamente è il primo anno che il mio compleanno è trascorso senza lasciarmi niente, solo una gran voglia che passi. Le contraddizioni della vita. In fondo far arrivare questo benedetto 33 non sarebbe male , almeno posso constatare quanto sia reale la mia paura. Quale? Quella di finire in una bella pentola bollita.

Ho un anno in più. Sono però mentalmente anziana. E ve lo dimostro.

Questa mattina mi sono alzata alle sei, con l’allarme di una casa del quartiere. Arzilla come le vecchiette del quartiere ho lasciato che l’uomo di casa facesse il suo dovere. Ovvero il caffè, ma il caffè era finito. Allarme rosso. Tutti i miei piani di vecchia arzilla, in fumo. In preda alla sonnolenza più totale ho fatto i mestieri di casa, brava Sciura, poi la spesa, in fine apri gli scatoloni. Al supermercato con il  mio carrellino per anziani, leggerro e multilivello, ho fatto compere tra signore di ottantenni. Lenta, come le mie ottantenni, mi sono messa in coda tra le offerte e il banco del fresco. Ho aiutato le mie amiche vecchiette a prendere la panna nello scaffale più alto ed ho intavolato un discorso sulla differenza tra l’olio extra vergine d’oliva e quello di mais. Vengo poi a scoprire che una delle Sciure beve un bicchiere di vino a pranzo così poi quando guarda la DeFilippi dorme meglio. Son cose che ti fanno riflettere.

Ora come tutte le vecchiette mi sto guardando la D’Urso e al telefono parlo di come è bizzarro il tempo in attesa di sfamare il Giammy.

32 anni. Poche persone che erano intorno a me. Le persone importanti della mia vita. Il Giammy in testa, i miei genitori ed i miei zii. Non hanno festeggiato me. Abbiamo festeggiato la famiglia. L’essere insieme e stare tutti dalla stessa parte. Qualsiasi cosa succeda. Ora lo so, dopo trentadue anni l’ho capito anche io. Meglio tardi che mai.

Print Friendly, PDF & Email