So che state bramando per sapere com’è andata la mia lotteria in quel di Bodrum. Ebbene ho fatto bingo. Non nel senso che ho completato l’intera cartella, ma più mestamente ho urlato “Bingooo!!” per aver completato la prima riga. Sono scesa riluttante sul palco dove ad attendermi vi era un animatore schizofrenico italiano ed uno turco molleggiato. In inglese, turco ed in italiano hanno spiegato che se avessi sbagliato mi gettavano in piscina. Sudando come mai in vita mia (ma quanto sono potenti le luci di un palco?!), ho atteso che verificassero… bene. Ho vinto! “wow”, direte voi. Macchè! La truffa del secolo! Oltre ad aver pagato quattro biglietti la bellezza di venti euro, i premi erano anch’essi una truffa Ho vinto, in ordine sparso: un cocktail analcolico, una bottiglia dello stesso vino servito al ristorante, degli sconti per il parrucchiere dell’hotel. Diciamolo insieme “beeeello!”. Terminata la pantomima, sono risalita fino al mio posto con un Giammy divertito che mi ha pure filmato! Meno male che il barman mi aveva versato una pseudo vodka nel bicchiere, e quando dico bicchiere, intendo bicchiere. Vodka in un bicchiere enorme di plastica che ho bevuto facendo subito effetto e rendendo l’anfiteatro ridicolo, qual’è.

La serata era iniziata con me che sculettavo alla ricerca della Security (sempre in balia della Vodka) ed Giammy preoccupato della mia danza sul pontile a 4 metri sul mare.

Stamattina la sveglia è suonata troppo presto per una vacanza. 7.30 AM e di fatti il Giammy col cavolo che si è alzato. Dopo tre rimandi di sveglia però ci è riuscito e si è diretto direttamente nel reparto frittate del ristorante. Come fa, come fate? Io a colazione, ovunque mi trovi, prendo ettolitri di caffè e qualcosa che assomigli vagamente a biscotti o torta.

Alle nove, da bravi scolaretti, siamo pronti a prendere il nostro bus, si quello del video con annesso sgabello non omologabile. Siamo di nuovo a Bodrum. Di giorno cambia completamente; intanto non ci vogliono quaranta minuti per fare duecento metri. I negozianti stanno sistemando le vetrine, pulendo i tavoli. C’è un’atmosfera serena, giocosa e colorata. Sembra di essere a St Tropez. Ok io non ci sono mai stata a St Tropez ma l’ho letta talmente tante volte che è come se l’atmosfera la conoscessi. Siamo io ed il Giamy e i cani dei negozianti. Quest’ultimi, sono tutti ben piazzati sia fisicamente che geometricamente; se ne stanno spaparanzati per strada sonnecchiando, se vuoi andare oltre non hai che da scavalcarli. Ci sono 35 gradi, ma l’aria è pulita, tira vento. Il porto si apre davanti a noi e innumerevoli barche di diverse dimensioni lo rendono davvero pittoresco. Mi manca solo il cappello di paglia e poi eravamo proprio a St Tropez, in luna di miele, io ed il Giammy.

Arriviamo al Bodrum Castel. L’ingresso costa 10 euro, niente rispetto allo spettacolo che offre. Purtroppo pareva che il wifi sul mio iPhone non funzionasse più così le foto le ho fatte solo con la Nikon. Dovrete aspettare, e non solo il mio rientro ma il trasloco, l’adsl, il pc connesso. Dai magari per Natale le vedete. Il Castello troneggia tutta Bodrum, le mura sono intatte. All’interno purtroppo è rimasto poco, ma sono stati bravi a creare angoli di verde del profumo mediterraneo. All’interno ci sono delle sale, con aria condizionata (battiamo le mani, anche se ovviamente l’aria fresca non è per i turisti), dove si possono ammirare delle navi ritrovate in fondo al mare. Spettacolari, enormi, antiche, magiche. Poi vi è la stanza delle ampolle, quella delle monete, la riproduzione di una stiva mercantile. A rendere tutto incantevole è la possibilità di andare e venire a piacimento senza percorsi obbligatori (si mi riferisco a quei noiosi percorsi per turisti che noi italiani ci fissiamo a fare), godendosi a pieno la vista, l’aria fresca e fermarsi a fare foto sceme con le statue molto simili a quelle greche Il castello visto da Bodrum sembra tanto piccino, ed invece… ci vogliono più di due ore a visitarlo. A me è presa una certa fame, ma resisto all’acquisto compulsivo di kebab e altre sciochezze (beh forse qualcosa ho preso, ma giusto due tre cose). Poi scopri che a Bodrum c’è pure Starbucks, il Giammy non dice niente. Si siede ed aspetta. Ed io compro. Ebbene lo confesso. Colleziono mug di Starbucks! NY, Toronto, Chicago, Paris, Lucerna. Insomma la Turchia mancava proprio!! Sono felice della mia scemaggine.

La verità è che è questa vacanza ad essere diversa. Non so se sia il sapore di melanzana, l’ulivo (sempre lui, non cambio posto, qui il wifi va di bestia!) o i turchi, fatto sta che mi sono rinnamorata degli occhi leggermente strabici e verdi del mio Giammy. Si forse è questo. Forse comincio a crederci che il Giammy è mio, e lo sarà sempre. Sono rilassata, serena, non mi preoccupo neanche troppo del disordine; sto anche imparando che in un resort a 4 stelle non c’è bisogno che riporto sempre i bicchieri al barman che tanto passa lui. Pero’ non posso resistere a sistemare la sdraio in modo organizzato e ordinato, così come non resisto a sistemare la t-shirt del Giammy. E si emh…forse i bicchieri li ho riportati, ed ho pure sistemato le tovaglie. Ma siamo nei limiti del normale, no?

Domani classica gita in barca, il Giammy mi affoga. Io lo so.

 

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