Di definitivo c’è solo ciò che non possiamo cambiare: DNA, codice fiscale e poco altro, mentre tutto il resto è nelle nostre mani, o nella nostra testa: a chi come me (sono in buona e nutrita compagnia, vero?) è facilmente preda dei “colpi di…testa” ma al tempo stesso è “refrattario” ai cambiamenti essenziali, può apparire come inusuale modificare radicalmente il proprio stile di vita, decidendo, come ho fatto nel giro di poche ore qualche mese fa, affrontando il “problema peso” , facendomi mettere “sotto controllo” prima dalla televisione e poi dalla coscienza e volontà…

Può sembrare un vezzo, condito da cinismo pragmatico, ma di colpo m’è venuta , e forte, la necessità di smetterla col “lasciarsi andare”, quel sempre più pericoloso e incontrollato buttarsi giù (mentre l’ago della bilancia andava sempre più su…): un cammino difficile, quello della “ripresa in mano del proprio destino”, molto più arduo di quello che mi accompagna dall’adolescenza, cioè dal momento in cui il peso è diventato un problema, ma col quale s’impara, purtroppo, a convivere, mentre poco o nulla so(e ciò mi spaventa parecchio) di cosa voglia dire “responsabilizzarsi”, recuperare le redini lasciate andare a briglia sciolta per decenni, col risultato di trovarsi addosso un quintale di troppo….

Ma qualcosa è accaduto, misteriosamente, ma è accaduto e “mangiarsi il peso” ne è il fedele racconto, un diario e un manuale per i tanti “fuori di chilo” che come me hanno fatto rimbalzare per troppo tempo una decisione che rivoluziona le giornate, le settimane, gli anni a venire e che , una volta iniziata, sia chiaro, non regala nessuna certezza, rimessa continuamente in discussione dalle numerose fragilità dietro e dentro le quali ci nascondiamo, pronti come siamo a scusarci sempre, a far le vittime come fosse un mestiere e a consolarci delle disavventure ingoiando “la qualsiasi”…

Platinette
Il cibo non parla, non ti risponde, ti consola e basta, è come una madre dalla quale puoi sempre andare quando ti senti male e hai bisogno di coccole, ma è anche il killer più spietato che conosca perché ammazza la volontà ogni volta che ne restiamo vittime ed è una strage che non conosce rinascite o catarsi, serve solo a farci affogare in un mare di calorie , dalle quali dipendiamo come e forse più che se fossimo tossici di sostanze stupefacenti…
Ciò che leggerete non è un manuale per perdere peso né il resoconto di un risultato strabiliante sul come passare da obesi a grassi e da grassi a sovrappeso per poi diventare magri (meta , almeno per me, assai lontana e forse nemmeno tanto agognata) ma la pura descrizione, spero utile e non vana per Voi, di come ho affrontato questa “rieducazione” , non priva d’inciampi, lastricata di buche-tranello , irta di salite impervie , costellata da ansie spesso incontrollabili, ma, al tempo stesso, spalmata di benefici risultati, di buffe stramberie , in un continuo alternarsi di scoperte preziose e nuove conquiste, dove a regnare è, incontrastata, la “burla”, sorella della “beffa”, i veri propellenti per chi vuole farcela veramente…

Nel prendersi in giro c’è il primo passo verso un traguardo che non è il “peso –forma” , ma che ha come obiettivo l’annientamento della parte “nera” che ci sta dentro, quella dalla quale si può uscire solo se impariamo a convivere col nostro male (di vivere…) : da anni non so quanto peso e nemmeno ora voglio saperlo, perché la testa è sempre quella e quella non cala né in Kg né in volume, ma so che da “quella” parte tutto , compreso il desiderio di cambiare, ben sapendo che l’aspetto è solo apparenza mentre la sostanza ce la da l’essere consapevoli e responsabili…
Se si va, benvenuti a bordo, allacciate le cinture e ..slacciatele solo quando sentirete meno “esteso” il vostro girovita, o meglio ancora, quando vi renderete conto che il vostro “ giro di vite” , come una passione irrefrenabile, vi farà sentire meravigliosamente in grado di affrontare ben altre peripezie che non quelle di montare su di una bilancia ..A voi la sfida, la mia è già in corso , e non è detto che sia vincente.

Preso dalla pagina di Facebook: https://www.facebook.com/pages/Platinette/

Di mio non c’è niente in questo post, se no l’estrama stima da anni per Maurizio. Io l’ho scoperto tramite un blo, un blog di uno qualunque. Grasso, con delle bretelle orrende ed una cucina più vecchia. Poi la radio. Oggi per tutti è Platinette. Lui non sa, ovviamente, chi io sia. Io continuo a seguirlo nell’attesa che possa aprire nuovamente un blog e che possa almeno lui, nella sua sensibilità, essere diverso. diverso da tutti VIP o presunti tali che aprono i blog per non metterci niente, oltre la faccia, che sia loro.

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