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“Io non guido, mi faccio portare” CIT.

“Io non guido, mi faccio portare” CIT.

moto03Da questa autocitazione potete dedurre l’inutilità del post che segue. Fate ancora in tempo a scappare.
La patente c’è l’ho ma solo perché se non la prendevo pareva brutto. Non ho mai scalpitato a 18 anni per avere la patente. Non sono mai restata “ a piedi”. E poi diciamola tutta non è che uscissi così tanto da avere l’esigenze di un auto. Il mezzo che sognavo di più era un treno che mi portasse il più lontano possibile.
Nell’aprile 2008 ho comprato casa e li è scattata l’esigenza auto. I miei avevano “un avanzo” e me l’hanno data. Una Panda Hobby. Dal 2008 al 2012 ha fatto ben 32.000 km di cui penso 20.000 o più le ha fatti direttamente Marco prima del 2008 (l’auto viene presa nel 2004). L’ho usata per fare ogni giorno 1,5km ed arrivare ai mezzi pubblici. Rare domeniche in cui andavo da mia madre.
Approdata nel mondo Giammesco e in quel di Milano ho capito che a me l’auto non serviva è l’ho venduta. Per poi comprare a marzo 2013 alla cifra di un euro una fantastica Polo del 1993, ma questa storia è colpa dell’architetto.
Da ragazza non sono mai salita su un motorino. O meglio qualche scorribanda qua e la, ma niente di che. Si. La mia adolescenza è abbastanza noiosa.
Approdata nel mondo Giammesco e in quel di Milano sono salita in moto. Per dirla tutta la stessa sera in cui mi sono presa il Giammy, nel lontano 2010, sono salita per la prima volta su una moto. Era febbraio e nevicava. Classica giornata per fare il battesimo motociclistico. Non abbiamo fatto chissà quel giro, mi ha semplicemente dato uno strappo. Quando mi ha chiesto se ero mai salita, non ho mentito. Ho detto di no. Mi sono avvinghiata come una cozza ed ho chiuso gli occhi. Abbiamo percorso 250 metri e ci siamo fermati in un locale. Il fatto di aver percorso 250 metri l’ho scoperto due anni dopo. Un giorno passeggiavamo a milano e gli faccio “ma questo è il locale dove mi hai portato” e lui “si era vicino”. E li ho capito quanto fossi scema! Quella sera mi è sembrato il giro più lungo della mia vita! Invece potevamo farlo tranquillamente a piedi.
Quando si dice “prime volte”.
Poi con la moto però ci siamo fatti il giro dei grandi parchi USA. Ci siamo fatti giretti montani, ci siamo fatti il tour della Sardegna, dell’Isola d’Elba. Poi sono invecchiata, mi si è in criccata la schiena, e sogno una casa al mare. Che vuoi farci!
La cosa tremendamente assurda è che l’auto mi fa paura, la moto no. Ed ecco che nasce il mio amore per la Triumph. Per inciso non guido non perché ho paura, ma la trovo una cosa superflua e costosa. Pagherei per un autista personale ma non per un mezzo a quattro ruote.

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Il Giammy scuote la testa solo a pensare a me su un mezzo per il quale ci vuole benzina e assicurazione. Sicuramente ho delle grosse difficoltà con la mobilità. Cado da ferma, sbaglio tram. Ogni mio giro diverso dal solito si tramuta in un’avventura surreale. Sono svampita come poche, e non mi interessa proprio imparare le strade. Insomma non ci sono esattamente le premesse per una Pina motociclista. Eppure mi freme questa moto nel cuore. Vecchia , bassa. Si sarei una motociclista della domenica, nel senso che in realtà la userei solo per fare Corso Buenos Aires puntare per San Babila e poi ufficio. Di certo non ci andrei in giro. Ma volete mettere? Che figata!
Dato che mi sono fissata veramente tante, e gliel’ho messa più o meno in questi termini “butto via 1.000 euro in una borsa o in una mota che mi permette di essere autonoma”. Indovina chi ha vinto?
Però il Giammy è duro a morire, ed allora valuta alternative bizzarre. Dall’auto elettrica della Renault (un insulto alla civiltà e allo stile) e alle biciclette elettriche. Quando mi sono permessa di prendere in considerazione questa ipotesi taluni hanno osservato “ma perché elettrica? Da casa tua all’ufficio sono 5 km potresti pure pedalare!”. Ehm si forse.

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Se devo optare per una bici elettrica, penso in grande. Una bicicletta firmata “Pretty Ballerinas”
Pretty Ballerinas è la vera casa di Ballerine. Ballerine di certo non economiche e basse che fanno male alla schiena come la maggior parte delle ballerine. Ricordate? Ne abbiamo parlato qui.
PrettyBallerinas ha collaborato con il più famoso marchio che propone biciclette ecologiche ed elettriche di altissima qualità: con Yamimoto il brand di moda ha costruito la sua prima electric bike, ovviamente molto elegante, fashion, glamour e femminile, grazie al rosa e al nero della sua struttura. Ma è anche un mezzo di trasporto rigorosamente ecologico, perfetto per chi vuole dare un contributo effettivo alla difesa dell’ambiente.
Con una ricarica, la bicicletta può percorrere fino a 70 chilometri, con una velocità massima di 25 chilometri orari, grazie alla batteria che l’electric bike propone. La bici ha anche le marce e pesa 25,7 chilogrammi.
La bicicletta elettrica di PrettyBallerinas sarà in vendita in un’edizione limitata di soli 100 pezzi, a partire dal mese di giugno 2013.
Ovviamente sono già andate a ruba, in fondo costava solo 1.490.

Potrei sempre optare per l’autista con indosso delle ballerine!

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Più mestamente ho scoperto la Suzuki TU 250 . Eravamo in moto e una signora che avrà avuto si e no 60 anni sfrecciava con i suoi bei capelli grigi che le uscivano dal casco. E mi sono innamorata. Non ho ben capito se esiste anche la 125 che ai miei fini è perfetta.

ci pensate? Me medesima su una moto mentre mi faccio superare anche dalle biciclette?! L’unico problema è la prova provata. Io non ho mai guidato, niente. Un motorino, mai! Ed il Giammy ha sole robe della BMW gigantesteche che non so neanche come si accendono. Non è che qualcuno mi fa fare un giro su uno dei vostri motorini o similari?!

Esaurita Sciura Milanese per vocazione e per residenza. Cucina, Viaggia e Fotografa in ordine sparso e casuale. Starnazza sempre. Non guida, ma va dappertutto.

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