Giaammy

Per una volta voglio parlare di Lui. Non dirò quanto sia bello, forte, simpatico. Quanto mi piace. Sono cose talmente soggettive e per certi versi ovvie che ve le risparmio.

L’elemento principe è Lui. Perché non è solo il Giammy è Lui. Il mio Lui, quello che ti fa aprire una porta e poi niente è quel che sembra.

Ho spalancato quella porta quando mi sono aggrappata a Lui con tutte le mie forze. Non avevo pensieri, non avevo una motivazione concreta. C’era qualcosa, un piccolo frammento che ho intravisto, l’ho sentito mio e semplicemente me lo sono preso. Mi sono avvinghiata come una bambina al proprio cuscino, come se nel resto della mia vita quel cuscino era stato inserito in qualche ripostiglio ed io non ne avessi sentito il bisogno finché non me lo sono ritrovato davanti. Si perché quel frammento che ho intravisto era qualcosa che mi apparteneva, qualcosa che sapevo fosse già mio da tempo immemore. Eppure, fin a quel giorno, non lo conoscevo. Lui, al di fuori, uno sconosciuto; dentro, Lui. Non avevo bisogno di formulare pensieri, lo sapevo. E basta.

Ero li , come lo sono stata per tanti giorni, eppure c’era quel elemento diverso. La paura che andasse via. Questo elemento insignificante, soprattutto se si pensa a due perfetti estranei in cui uno dice all’altro “mi trasferisco”, ha scatenato in me un mare in tempesta. Non ho fatto pensieri, non ho pensato al “dopo” alle “conseguenze”, sapevo solamente che Lui era mio e non poteva andare da nessuna parte. Nell’attimo stesso in cui fui scossa dalla notizia che sarebbe andato. Ho capito. Ho percepito, più che capito, e tutto il mio corpo ha reagito di conseguenza. Niente era più importante.  Io, il mio corpo, eravamo concentrate su di Lui.

Ripensandoci beh l’ho effettivamente preso, nel suo territorio. A casa sua.  Ed in qualche maniera Lui me l’ha concesso. Lui ha da qualche parte sentito che poteva aprire quella porta e farmi entrare. Entrare in un luogo dove niente è com’è.

Dove ho sentito chiaramente l’effetto delle emozioni sulla mia pelle. L’ho sentito con il dolore, l’ho sentito con le vertigini, l’ho sentito con il calore.  Mi sono illuminata e accecata. Mi sono nauseata da quanto il mondo girasse in fretta con Lui presente. Mi sono fermata nel suo mondo e sono precipitata nel vuoto non riuscendo ad afferrare per davvero Lui.

Ho compreso che posso fare quello che voglio e questo è il più gran lusso. L’ho compreso, perché Lui me l’ha fatto vedere. Lui mi ha messo alla prova, contro me stessa. Lui mi sfida ogni giorno a superare i miei limiti.

Un’altra cosa che mi ha dato: due. Siamo in due.  A volte posso anche fermarmi. Questa cosa inizia e finisce con Lui.

Io abituata a fare tutto da me. Cadere, farmi male, consolarmi, rialzarmi e ricadere. Una continua lotta di sopravvivenza contro me stessa e gli altri. Mia zia dice che sono una zingara, si forse lo sono. Cado, mi rialzo, costruisco, mi abituo all’idea poi mi manca l’aria, mi sento soffocare, distruggo tutto. Cado e mi rialzo. E corro. Nella mia vita di sopravvivenza ho corso. Corso contro il tempo per ottenere i miei spazi, un mio lavoro, una mia casa. Corso dall’altra parte per non vedere, per non capire. Corso lontano dal mio passato, dalle mie oppressioni. Non ho corso lontano dal mio carnefice ho semplicemente cancellato. Li c’è una scheggia nel mio cervello che a volte preme, a volte duole, a volte mi fa fare cose che non voglio. Ed allora corro ,corro perché non so sistemarle le cose. Lui, te mio Giammy, tu con una tenacia, una pazienza che no so da dove ti derivi, aggiusti sempre tutto.

Ora io sono stanca, impaurita, in attesa. E tu mi cingi a te, mi baci, mi accarezzi i capelli. E con il tuo solito italiano da letterato quale sei mi inviti a cena. A cena a casa, dove il mio chef sei tu.

Per la prima volta, come tante prime volte con te, sto apprezzando un aiuto. Ho capito  che ho bisogno di auto e che mi posso anche fermare, perché ci sei tu. Ed allora metto le gambe sotto il tavolo e mangio il mio baccalà e ti guardo e vorrei solo dirti: grazie.

Baccalà e polenta secondo Giammy

Baccala03

Ingredienti

Baccala
1 cipolla
prezzemolo
2/3 acciughe (dipende da quanto baccalà state facendo)
pomodoro (potete usare o dei pomodorini molto maturi, oppure la buatta di pomodoro)

Olio,sale e pepe

Farina q.b.

Polenta (che dite? La prendiamo facile da far e seguiamo le istruzioni?)

Baccala01

Preparazione

Tritare il prezzemolo, tritare la cipolla, tagliare in pezzi il baccalà e infarinarlo. In una pentola scaldare un po’ di olio e far rosolare la cipolla e le acciughe, quando queste iniziano a sciogliersi unire altro olio e il baccalà, far insaporire per qualche minuto poi versare il pomodoro condire con sale e pepe e far cuocere.

Servire il baccalà su un letto di polenta calda bagnato con tutto il suo sugo ben frullato.

Baccala02

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