meMi alzo la mattina e metto la moka del Signor Bialetti sul fuoco. Mentre l’acqua lentamente si scalda, fa salire il caffè, fa borbottare la moka e riempire la casa dell’aroma del mattino, io mi svegli.

Quei quasi dieci minuti, sono fondamentali. In quei dieci minuti tiro su la tapparella della camera da letto. Se vi è il sole respiro a fondo, in caso contrario guardo oltre.

Scoperchio, nel vero senso della parola, il letto. Corro in cucina ed eventualmente svuoto la lavastoviglie.

Sistemo la tovaglietta americana, scelgo la mug e cosa mangiare per colazione: biscotti, marmellata, brioches fugace, a volte mi concedo pure uno yogurt. La caffettiera borbotta.

Il caffè bollente è nella mug. Mi siedo e giro lentamente il cucchiaio pieno di miele (si all’inglese caffè e miele). Mentre giro lentamente il cucchiaio in senso antiorario. Inspiro profondamente. Quello è l’attimo che deciderà tutta l’intera giornata.

Posso inspirare e sentirmi piena di forte, far uscire l’aria dei polmoni e inserire la modalità “play” e corre. Cominciare a correre serena, sistemando casa, facendomi la doccia, vestendomi. Se sono serena indosserò sicuramente qualche mia collana etnica ed eccentrica. Sfreccerò verso l’ufficio, preoccupandomi solo dei profumi della città.

Se inspirando l’aria mi si blocca all’altezza del torace, provocandomi un tuffo al cuore. Beh sono guai. Significa che durante la notte il mio cervello ha rielaborato tutte le cose non fatte, dette e i problemi che non dipendono da me.

Ecco oggi proprio mi sono dimenticata di respirare.

La casa non va a rilento. Di più. Ogni giorno c’è un problema. Ogni giorno cresce in me la voglia di prendere l’architetto e le sue dannate borse LV ed ucciderla. Si la legherei alle travi di casa, quelle che non  ha visto e per le quali “uh! Ed io la scala ora come la disegno”. Poi le incollerei le sue borse LV piene delle sue inutili cose non da architetto. (Neanche un metro si è portata l’ultima volta che ha fatto il sopralluogo). Infine prenderei il campione del parquet che lei ha dichiarato “sono tutti i uguali” e la colpirei all’addome. Lei mi guarderebbe con il suo sguardo snob e io tranquilla le direi “perché il nostro parquet è alto 2cm, invece in questa casa cosa occorreva?”. E sono certa risponderebbe velocemente tralasciando tra le righe che se abbiamo sbagliato è colpa mia. E a quel punto colpirei più forte, e ancora. E ancora. Perché lei, l’architetto “so tutto io” , doveva seguirci.

Poi forse le taglierei la testa lasciandola cadere nul buco vuoto dove ci doveva essere la scala disegnata da lei. E sulla sua testa, in segno di rispetto, la faremo una scala disegnata da qualcun altro.

Io ho bisogno, necessito, di un ingranaggio. Un ingranaggio che si incastri che faccia girare questa maledetta ruota e mi permetta di arrivare viva alle ferie di Agosto che mi permetta anche di superarle (perché non dimentichiamoci che ho prenotato ad Istanbul ed ovviamente hanno visto bene di sparsi addosso). E chiedo umilmente che per Natale questa ruota abbia fatto un cerchio. Si “tutto intorno a me”, che sia solido, che mi possa piacere e che mi possa sentire “a casa”.

Parmigiana di pesce spada e melanzana

Melanzana_spada02

Ingredienti

2 grosse melanzane
un trancio di pesce spada di circa 300 g
pomodorini
aglio, capperi, sale e pepe

Alternativa: pinoli e uvetta

Melanzana_spada01

Preparazione

Lavate le melanzane, spuntatele e tagliatele a fette dello spessore di circa mezzo cm; scaldate bene una griglia e  cuocetevi le melanzane un minuto per lato. Salatele leggermente e mettetele su un piatto. Tagliate il pesce spada a  fettine molto sottili. Sfogliate il basilico, lavate velocemente le foglie e mettetele ad asciugare su un telo.
Come per ogni “santa parmigiana” che si rispetti partiamo dal fondo: melanzana, pesce spada, melanzana, pesce spada.

Potete aggiungere anche ad ogni strato un pomodoro. Sopra aggiungete capperi, aglio sale e pepe.

In alternativa (che rende tutto speciale): pinoli e uvetta e una bella grattugiata di parmigiano e/o pecorino.

Poi in forno a 200 gradi per circa 40 minuti.

E…gnam.

Per cronaca: Diciamo si a Spada e Melanzana. Potete farci quello che volete, è un’accoppiata vincente.

Le mie sono un po’ “tristi” perché andavo di fretta quindi melanzane fresche non ne avevo ed ho usato quelle surgelate e mi sono accorta di aver finito pinoli e uvetta. Questo per dire che si può prendere un’idea e farla propria con i mezzi che si hanno. Detesto quei blog, o siti, o programmi dove passano le ore a discutere sull’importanza degli ingredienti. Verissimo . Sol che non tutti hanno il tempo per poter girovagare per fruttivendoli, pescivendoli e supermercati. E soprattutto ci son alcune cose che costa, a mio avviso, eccessivamente per una cena a casa. In fine l’importante e avere la voglia di cucinare e farlo con amore, cercando il più possibile di mangiare sano.

Quindi una mega pernacchia al popolo delle snob da cucina e viva la Parodina!!

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