ATMChe il lavoro degli autisti dell’ATM fosse pericoloso, lo sapevo già da tempo immemore. Dal lontano 2001, anno in cui uscivo da Monza per dirigermi ogni mattina a Milano. Ne ho viste di ogni. Una zingara che ha vomitato praticamente sui i piedi del controllore, una donna in cinta che scendendo a momenti sbatte perfettamente l’osso sacro. Vecchietti che si piazzano davanti e non la smettono di parlare. Ubriachi che sbattono bottiglie di birra contro i vetri. Ragazzi che tirano il freno di emergenza.

Non parliamo degli incidenti stradali o legati al maltempo.

Ebbene oggi un altro avvenimento, uno di quelli che rappresenta benissimo il principe dei problemi italiani: la norma. Viviamo in un paese pieno di regolamenti e normative a cui nessuno bada e per cui nessuno si sente punibile. Così altre regole per applicare regole. Gli italiani, a partire da chi le scrive le regole, semplicemente se ne fregano. Quando succede, come in questo periodo, che vi sia una sorta di riflessione le persone si stupiscono e lo chiamano “accanimento”. Nessun accanimento solo messa in opera di regole scritte da anni e mai applicate.

Io sono per il rispetto, la libertà. Poche regole con pene aspre e applicate. Nessuno sconto di pena, nessuna attenuante. Sono anche per il pagare, non mi piace il gratis. Pagare per  avere. Anche perché dietro ad ogni cosa o servizio c’è lavoro. Se lo dai gratis dietro c’è qualche famiglia che non riceve lo stipendio. Ovviamente tale regola vale in un paese rispettoso, nazionalista, educato in cui le pene severe sono fatte rispettate.

Aimeh siamo in Italia, paese in cui ognuno pensa al suo orticello e se ne frega di tutto.

Ero alla fermata del tram, dove oltre ai treni ci sono autobus ed un ampio parcheggio sia per i mezzi dell’ATM sia per il parco li vicino. Appena arrivata ho capito subito che era una giornata particolare.

C’erano almeno 10 autisti dell’ATM tutti a cerchio che parlocchiavano. Vicino una volante dei vigili urbani e due marocchini.Non ho pensato minimamente che i due tizi non avessero il biglietto; la regola dice “Sali se ha il biglietto” se non ce l’hai “documento?”. Si sa 2/3 degli extracomunitari sono irregolari e alla fatidica domanda scappano via. I controllori hanno smesso da anni di ricorrerli. La regola vuole che “se è irregolare denuncialo”, il problema che loro devono portare a casa lo stipendio. Il compito dei controllori non è di vigilanza, ma di garantire le entrate dell’ATM per garantire un servizio pubblico ai Milanesi. Sarebbe più facile se vivessimo in un paese rispettoso e civile, ma appunto siamo in Italia.

Ad un certo punto uno dei due marocchini, sale correndo sul tram e butta all’aria documenti, prende a calci la timbratrice dei biglietti. Archè il vigile sale ed in tono secco gli dice “ragazzo! Scendi immediatamente” e lui “vieni a prendermi. Tanto se mi tocchi sei tu che finisci in galera”.

Gli autisti salgono, ed essendo in numero superiore, con il solo camminare lento, lo fanno scendere.  In quel preciso istante ho capito in che razza di paese incivile viviamo.

Il ragazzo si getta a terra. Comincia urlare. Gli autisti, che non lo hanno minimamente sfiorato, cercano a parole di farlo alzare. Interviene il vigile, ondeggiandogli davanti agli occhi le manette,  “le vedi queste? Fai il bravo”. Lui  si alza e gli punta un dito davanti agli occhi “non puoi farlo. Sono libero di fare qualsiasi cosa. Tu se mi tocchi , invece….”.

Ed era vero. Se il vigile si fosse permesso in qualche maniera di bloccarlo sarebbe finito in un mare di guai.

Nel frattempo l’altro marocchino stava facendo ondeggiare il tram allora l’autista ha bloccato le porte. Ed una Signora ha pure avuto il coraggio di dire “non ci può bloccare dentro”. A quel punto molto seccamente mi sono permessa di dire “Taccia Signora. Io li avrei già menati questi due cretini Ma siamo in Italia e ci tocca far finta che loro sono poveri solo perché extracomunitari mentre il vigile è il cattivo”. La Signora mi guarda e mi sputa un “razzista”. Io sorrido e le dico  “ e lei non paga neanche il biglietto”.

Io sto con il vigile. Io tifo ATM