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Quel che succede nei Bar di Brera e nessuno dice

brera

Immaginatemi seduta al Bar “El Beverin Frau” di Brera. Volevo mangiare un’insalata ed ho deciso per dei ditalini con mozzarella di Bufala, alla Bufala non so resistere. Mi portano un piatto fumate enorme. I ditalini sono quelli per i bambini quindi impresa ardua da mangiare con la forchetta  infatti ci ho messo 40 minuti per mangiare un piatto di pasta. Mi sono talmente sforzata che mi è venuto un gran sonno accompagnato da mal di testa.
Mentre ero tutta concentrata ad usare una forchetta come fosse un cucchiaio e raccogliere tre al massimo quattro ditalini di pasta, di fianco a me una coppia di settantenni o forse ne avevano anche ottanta. Ovviamente da bravi anziani parlavano di una giovane, che fosse loro figlia o nipote non l’ho capito. Parlavano di impaginare libri, di interagire con revisori. Lei mi è parsa la più stordita, o quanto meno la più sorda. Lui, paziente, le rispiegava tutto. Lui usava un gergo troppo all’avanguardia come “caricare fotografie” e lei povera si incavolava perché non capiva. Ed allora Lui ricominciava, con devozione e pazienza che solo 30 anni di matrimonio di portano. Piano con parole più semplici “si caricare, ha scelto delle immagini da inserire nell’articolo  ed allora Lei annuisce, capisce.
Lui si è mangiato un piattone di bucatini con ricotta salta. Lei un assaggio di risotto allo zafferano che ha lasciato “perché sono ormai vecchia per queste cose”. E poi quando la Signora ormai la dai per spacciata, sotto il peso dello zafferano, che mi combina? Agilmente, con una forza che dalle rughe e dalla sua magrezza non le attribuiresti mai, mi placa il cameriere. Che quasi le cade in braccio.
“mi dica signora”, il cameriere si contiene. Evita qualsiasi tipo di approccio sgarbato. Bravo
Lei, la Signora, lo fissa con le sue gigantesche lenti firmate Dior e dice “vorrei del gelato alla crema”
Il cameriere scrive l’ordine e fa per andarsene. Lei, che fin a quel momento parlava sotto voce, quasi a fatica, quasi fosse una fumatrice incallita, urla come un usignolo “Giovine! Non ho finito”. E lui, il cameriere, ovvero torna. Lei con le sue braccia magrissime rugose, tutte tempestate di braccialetti d’oro, lo prende per il braccio, chiarendo subito che se il “giovine” si allontana un’altra volta lo colpisce con la sua gigantesca borsa di Prada Nera.
Ed è li che Lui, il marito in ricordo dei vecchi tempi, annuisce al “Giovine” e lo guarda con pietà.
Lei, la signora, senza staccare il braccio del cameriere e con una lentezza e pause degne di Berlusconi, scandisce letteralmente le parole seguenti “un cucchiaio, U-N- C-U-C-C-I-A-I-O di gelato al cioccolato”. Pausa, il cameriere segna, guarda l’uscita. La presa della signora si fa forte. Resta. Lei prosegue “ce lo avete”, lui veloce “certo Signora”. Il cameriere guarda la porta, la Signora non molla e continua, ancora più lentamente, “un caffè. Un C-A-F-F-E”. Pausa, lui scrive, sospira. Ci siamo, fa per liberarsi dalla presa. Niente lei stringe, e ricomincia “un caffè. Un V-E-R-O caffè”.
A salvare il cameriere sull’orlo di una crisi di panico ci pensa Lui, il marito, con una battuta che suonava più o meno così “mia moglie è convinta che i bar a Milano non usino sempre macinati di caffè arabica”. Il cameriere ride come se fosse la battuta più brillante del mondo. La Signora diventa rossa, un po’ di colore tra le rughe. Lui coglie l’attimo. E scappa.

The – End.

Potrei proporvi una nuova rubrica “quel che accade nei bar di Milano che nessuno vi ha mai raccontato”. Oppure potrei prendere mano ad un archivio che sto accumulando e cominciare a pubblicare qualche ricetta.
So che pare assurdo, ma io cucino (senza seguire alcun filo logico), fotografo e annoto su un taccuino  Resta solo un Giammy che ogni sera mi dice “Pina hai finito? Possiamo mangiare” ed io “si hem, la luce. Leva il braccio. No aspetta”. Cumuli di foto, ricette. Un archivio senza post che deve venire alla luce.
Quindi. Ora , si cucina!

Tartare di Spada per due persone

Spada_fragola02

2 tranci di pesce spada
zenzero fresco di piccola dimensione
una vaschetta di fragole
10 steli di erba cipollina
8 cucchiai di olio extra vergine
sale e pepe

Spada_fragole

Preparazione

Iniziamo tagliando a tartare la carne del nostro spada , eliminando la pelle e le parti scure che hanno un sapore più forte ma sono meno belle da vedere. Mettiamo tutto in una ciotola grande e condiamo con olio, pepe e sale. Prendiamo lo zenzero e grattugiamolo. Mettiamola polpa grattugiata in una ciotola con un colino appoggiato. Strizziamo con le mani il succo dello zenzero grattugiato. Mettiamo il succo ricavato dalla spremitura dello zenzero e aggiungiamo quattro cucchiai da cucina di questo succo alla tartare . Tritiamo l’erba cipollina e aggiungiamo alla marinatura. Lasciamo Marinare il tuto per almeno 15 minuti. Se di più va benissimo
Laviamo le nostre fragole e le tagliamo a dadolata regolare.
Prendiamo un coppapasta e mettiamolo al centro di ogni piattino .All’interno mettiamo la nostra tartare di spada facendo una leggera pressione con un cucchiaio. Sulla superficie mettiamo le fragole tagliate e condite.

Va bene, va bene. Il coppapasta nel trasloco è sparito ed ho usato una fantastica formina a forma di cuore per i biscotti, va bene uguale?

Nella sezione Click -Quack ricette voloci trovate altre due idee di tartare o similari. Sono talmente veloci che il tempo di dirvi il titolo è finito tutto!

Tartare di Spada Version One:  pesce spada, pomodori, basilico, capperi, prezzemolo, mente e limone. Tagliate tutto a cubotti in una ciotola con del prezzemolo. Fate un bel succo di limino e olio nel minipiner. Unite il tutto e …Gnam!! (foto d’annata – clicca qui)

Esaurita Sciura Milanese per vocazione e per residenza. Cucina, Viaggia e Fotografa in ordine sparso e casuale. Starnazza sempre. Non guida, ma va dappertutto.

Comments (11)

  • Ottima ricetta ,prendo nota e poi anch’io cucinerò questa tartara di pesce.
    Ciao!
    Dora

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    • Ciao! Benvenuta.
      È una ricetta romantica direi e golosa!
      Sono contenta che ti sia piaciuta

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  • sembra carino il locale a brera, chissà che la prossima volta che sono a milano ci faccia un salto 🙂
    adoro il pesce in tartare, peccato qui le fragole (che non sopporto proprio) però se le sostituisco con una julienne di finocchio mi sa sarà delizioso lo stesso 🙂

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    • Per un pranzo veloce non è male ed i prezzi non sono neanche esagerati. I piatti tutto sommato abbondanti. Se vieni però e mi avvisi grrrr hihi

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      • hahaah con immenso piacere 🙂

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        • Io qui sono sempre da sola. Lavoro da sola, mangio da sola. Non parlo con nessuno. L’unica gioia sono i vostri commenti ^__^

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          • ma povera, beh allora la prima volta che passo da milano per lavoro ti avviso e ti invito a pranzo 🙂

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            • ^__^ pagò io, ovviamente

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              • hahah spiacente, è contro la mia religione lasciar pagare una fanciulla al ristorante 😉

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                • Ma sono io che ti porto a venire un Brera !! Sei nel mio territorio . Te lo sto dicendo con il dito puntato in faccia da bulla di periferia!!

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                  • ahahaha ok ok ne discuteremo.
                    verrò armato!
                    della mia proverbiale ironia e logorresa che spiazzano anche le bulle di periferia

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