++ MORTO STILISTA OTTAVIO MISSONI ++

Il nove maggio 2013, all’età di 92, Ottavio Missoni lascia la sua casa vicino a Varese per trasferirsi in Cielo dove sono certa renderà tutto più colorato.
Volevo scrivere subito, ma dovevo dedicargli il tempo che merita.

Missoni per me non è uno qualunque. Per me è il Sciur Ottavio Missoni, un signore di Milano come ne sono rimasti pochi. Uno che nel vero senso della parola “non sta mai fermo”, i suoi colori, le sue trame fanno parte di me. Ogni volta che compro qualcosa, non aimeh della sua Boutique perché lo stipendio è quello che è , lo rivedo.
Anche nelle ballerine da 25 € finisce che rivedo Ottavio e la sua trama, perché è inutile negarlo quel suo motivo quel suo pennellare i capi come solo un artista sa fare, ci ha condizionato tutti. Per me è stato il passaggio da ragazza ribelle che non voleva essere notata a quella che sono ora, qualsiasi significhi, che non deve più nascondersi. Convinta che il colore è uno dei doni della vita.
La storia di Ottavio è davvero unica ed oggi, come ieri, ha tanto da insegnarci.
Ottavio e Rosita uniti dall’amore carnale e quello anche più intimo dei grandi sogni, dove nel sogno non c’era quello di creare una casa di moda così importante, ma solo quello di “fare Missoni”. Sono fermamente convinta che il nostro passato ci formi, ci insegni tanto se sappiamo ascoltarlo. Ottavio lo ha saputo fare suo.

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Nato nel 1921 a Ragusa (ora Dubrovnik), Ottavio è cresciuto a Zara. Dai 16 ai 32 anni, ma con la parentesi della prigionia (militare in Africa viene fatto prigioniero dagli inglesi e resta in Egitto ospite di Sua Maestà Britannica per quattro anni) è stato campione di atletica, nei 400 metri piani e a ostacoli: ha vestito 23 volte la maglia azzurra, ha conquistato 8 titoli italiani e l’oro ai mondiali studenteschi nel 1939. Quando ha ripreso le competizioni, è arrivato sesto alle Olimpiadi del 1948 di Londra e quarto agli europei del 1950. Ma a quel punto aveva già conosciuto Rosita e aveva anche iniziato una piccola produzione di indumenti sportivi, il nucleo di quell’attività che li porterà sulle vette della moda e nei maggiori musei del mondo.

Nel 1969 costruì lo stabilimento e la casa di Sumirago, nel varesotto, dove ancora adesso la famiglia vive e lavora, perché i Missoni si considerano artigiani. Ecco perché per me resterà sempre “Sciur Ottavio” di casa Missoni. Perché lui è la rappresentazione del suo stile, dei suoi colori. Ottavio è l’unico dei grandi che cammina per le strade di Varese sorridendo a chi lo osserva, indossando uno dei suoi maglioni preferiti made in Missoni, lo stesso maglione che noi ci troviamo a regalare ai nostri padri. Quel maglione che trasuda italianità, calore, famiglia. Quel maglione, quella trama è Ottavio Missoni.
La trama di Missoni è come la mia vita: ironica, colorata a zig zag.
Le frasi celebri di Ottavio sono le stesse che abbiamo sentito dai nostri padri ed è così che lo voglio ricordare. Seduto con il suo maglione a righe colorate, vivissime e gioiose. I pennarelli in mano, quel sorriso ironico mentre ti dice: “Non capisco nulla è Rosita a fare tutto. E anche che quella fantasia, così riconoscibile, è frutto di un caso, delle macchine che avevano in maglieria, che prima facevano le righe e poi lo zig-zag.

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