office La settimana lavorativa giunge al termine. Io non ricordo neanche come è cominciata.

So solo che ho corso. Tutto di corsa, anche il mangiare a pranzo. Lavoro in Brera e …hanno aperto le gabbie.

Solitamente in zona Duomo ci sono ragazzi che bigiano, MTV (c’è ancora?!), lo shopping, sciure che non hanno granhcè da fare. Insomma solitamente le persone passeggiano da San Babila verso il Duomo puntato per Via Dante un occhio al Castello e poi si torna a casa.

Mah.

Come vi ho detto qualche giorno fa c’è la fiera internazionale del mobile, che a dirla tutta si tiene in fiera. Appunto. Il problema è che c’è anche il Fuori Salone e hanno visto bene di piazzarlo in Brera. Brera che durante la settimana a orari lavorativi è dimenticata da tutti. Al massimo ci sono i ragazzi che escono dalla Pinacoteca e che si mangiano un panino seduti da qualche parte.

Brera che pare un quartiere a sé. Dove se non stai attento ti ritrovi in vicoli, incontrando signore che comprano pane e latte. Un’isola con negozi non vistosi, se pur costosi, dove tutto può succedere. Il lunedì e giovedì c’è il mercato. Un mercato dove la frutta e la verdura pare essere dipinta. Dove il pesce non puzza e non trovi i gamberetti tristi, ma filetti di Salmone e Spada talmente freschi che sembrano saltar giù dal bancone. Brera con le sue trattorie storiche, i vini e i negozi monotematici. C’è il negozio che vende solo thè, quello che vende cioccolata, quello di ballerini, e si c’è pure un ferramenta che è la gioielleria dei maschietti.

Brera che in un vicolo ti porta verso Moscova dove vi è un quartiere residenziali, in cui i bambini firmati Ralph Lauren vanno alle elementari. Dove le bandanti  peruviane indossano vestiti di seconda mano che noi non poteremmo permetterci neanche a prezzi outlet.

Questo il mio quartier generale in pausa pranza. Io che mi trovo a mangiare un riso basmati con verdure leggendo un libro e spiegando al cameriere ch forse è il caso che dia una pulita alla poltrona secolare.

Il mio silenzio. I miei ciottoli che non riesci a camminarci manco con le scarpe da ginnastica.

Esco alle 13.40 sui gomiti. Ho talmente fame che nello scendere in strada mastico freneticamente una caramella. Mi fiondo al mio “Focaccine” e trovo la coda! La coda! Un buco di negozio che conoscono giusto gli universitari, per colpa del fuori salone è stato preso d’assalto. Va bene. No Panic. Comincio a girare e correre, scartando freancesi, inglesi, giapponesi, ragazzi, gay, donne attempate rifatte. Mio dio! Quanta gente!!

Trovo un altro paneficio, prendo al volo (non la faccio neanche scaldare) una torta salata con i carciofi. Esco e me la divoro sotto gli occhi icreduli dell’unico superstite no salone di Milano. E corro. Via da Brera, dalla bolgia, verso la Scala. Verso la “calma”. Entro in libreria. Il nulla. Il silenzio. Il profumo della carta.

Pace.

Tiro fuori il mio elenco di titoli. La commessa “ha bisogno di aiuto”, senza parlare consegno la lista. Lei la guarda, sorride ed indica l’unico reparto senza titoli. Sbircio tutti i libri. Non c’è tracci di quello che cerco. 20 titoli di libri senza trovarne uno. La commessa dispiaciuta, riesce solo a dire “signorina sono tutti titoli datati”. Datati!! La saga di Camelot è datato! Palazzolo è datato!! Terry Brooks è datato!

Ed invece mi propone tutta la saga di i love shopping e altri libri che ricordo vagamente (Tiffany, Prada, anello, rosso, sfumature, amami). Ma gli Harmony non vanno più di moda?

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Senza cibo sano e utile nella panza, senza libro torno al lavoro. Mi trascino lentamente verso sera, sapendo che il Giammy non c’è per tutta settimana ed allora la domanda giunge spontanea. “Che si mangia per cena?”

Ecco. Il Salva Cena, il salva libri, il salva umore. Il io non sono datata!! E che cavolo!

Hamburger di Tacchino alla Paprika

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Ingredienti

2 hamburger

Peperoni grigliati surgelati (e oh! È un salva cena! Voi potete usare tranquillamente quelli freschi)

Una cipolla

Paprika a volontà

Sale, pepe

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Preparazione

Un filo d’olio in una fantastica padella antiaderente. Facciamo soffriggere la cipolla, poi piogga di Paprika. Lasciamo cuocere a fuoco lento le cipolla. Successivamente aggiungiamo la carne e sopra i peperoni. Io ho riabbonato di paprika. Una volta scottata la carne da ambo i lati saliamo e pepiamo.

Lasciamo cuocere a fuoco lento. E voilà!

Gnam!

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