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Esce il caldo ed io mangio farro

Appena ho visto il sole splendere sulla Madonnina, i venti gradi alle otto del mattino, beh stavo già boccheggiando nel mio impermeabile da Ispettore! Io che amo i paesi del nord, il vento che ti taglia la pelle. Io che dopo le papere ( e giusto per non far torto alla Peppina) amo  i Pinguini . Io se la temperatura sale ai 25 sto già male.

PuffiIo che vado al mare e poi non sto al sole. Io che faccio un mese in Sardegna per poi dire dopo 14 giorni “ho il mal di mare”. Io che sono sempre a caccia dell’ombra e del sole, sono qui in quel di Milano sudata marcia. Beeeello! Si ed ho anche le caviglie gonfie! Beeeeeeello. E si , viva il pediluvio aziendale, il balcone aziendale, il frigo aziendale. Meno male che. Si che ho una “certa” posizione (ma quanto me la meno) e nessuno osa dirmi “ ma che sei scema?”. A dirla tutta quando prendono confidenza lo dicono. Per ora si limitano a sorridere, è ancora presto. Oh su via!

Mentre io sono qui che blatero a piedi nudi, con la finestra aperta, e cercando di far entrare aria da un’ascella e farla uscire dall’altra (si oggi il Muratore che c’è in me sta uscendo fuori), li fuori non distante c’è il Giammy. Il mio povero Giammy che munito di assegni circolari e notaio cammina eretto (beh facciamo finta che non cammini come un Cowboy), verso la banca. Li dove tutto accade. Banca, notaio, avvocato banca, avvocato venditore, giudice (il giudice si scomoda? Naaaaaaa non penso), commissario, segretario, sciacquino, porta caffe, porta borse. E lui li da solo per firmare. Firmare quella che dopo tanti mesi di delirio e ansie sta per diventare CASA GIAMMY 2.0!!! (eccola clicca qui)

Tutto ebbe inizio nel lontano aprile 2012, quando il Giammy si alzò una mattina e disse “compro casa”. Io li in pigiama, con le ciabatte di Betty Boop e il tazzone dei Puffi, inclinai la testolina, alzai un sopracciglio e dissi “cosaaaaaaaaa?”. Poi vai, gira, guarda. Rigira. Niente di niente. Ed infine lei. La casa folle. La casa fatta al contrario. Che entri dalle camere per salire in salotto. Ma volendo puoi entrare dal salotto e scendere nelle camere. Oppure entrare al piano del salotto, scavalcare ed andare in terrazzo. Oppure beh…insomma.

Cerca l’architteto, o meglio parla con l’amica del marito dell’amico. E odia l’architetto. Poi vai a scegliere la cucina. Ed ama il signor scavolini. Ama il rovere. Rovere sui pavimenti, rovere in cucina, rovere in camera da letto. E poi diciamo “no alla deforestazione!”. Trovi pure uno specchio a forma di farfalla a cui ti abbracci e urli al Giammy “lo voglio! Lo voglio lo voglio”. E lui che mi trascina via dicendo “non abbiamo neanche cominciato i lavori, non sai manco dove saranno i muri interni”. E la commessa sorniona “è scontato del 70%” ed io urlante “Giaaaaaaaaaaaaaaammy”. E lui serio “Pina. No”. Lo specchio è rimasto li sig sob.

Poi l’architetto si ammala. Noi partiamo per Capo Verde. Io cambi lavoro e succede tutto. Si ferma tutto. Io impazzisco, il Giammy ingrassa ed io perdo una taglia (tranquilli l’ho già rimessa tutta). Il parrucchiere sbaglia taglio, mamma va in crisi perché in Baviera non ci vuole andare nessuno. Io cerco un’altra casa. Il Giammy continua a ripetermi “stai serena”, ed io compro una Polo del 1993, lustro il pavimento. Faccio il giro di tre outlet e spendo soldi. E non trovo calze di cotone, scarpe da Sciura Pina. Mamma si da al teatro “perché è arrivato il momento di uscire di sera”, in famiglia certe cose le scopriamo dopo i sessant’anni. Io mi perdo dietro Brera, nel vano tentativo di andare in Duomo. Esco con Manlio e mangio pesce. Continuo a mangiare pesce. Il Giammy lievita sempre più.

Ma poi alla fine di tutto questo, quando sembrava non smettesse più di piovere… uscì il sole. Arrivarono i venti gradi. Arrivò anche l’annuncio del commissario “Si può fare!!”.

Io qui blatero e lui li firma carte. Quando avrò premuto “pubblica” la casa sarà nostra? Beh sua, perché io aspetto ancora che mi legalizzi. E che cavolo! Donna all’antica sono!

Blablablabla, andiamo in cucina a far bollire il farro?  Che è meglio!

Farro con Gamberi al Profumo di Zenzero

Farro_gamberi01

Ingredienti

Farro
Prezzemolo
Zenzero in  polvere
Sale e Pepe
Pomodorini e Pisellini ini ini

Farro_gamberi02

Preparazione

Fate bollire dell’acqua con del sale. Aggiungete il Farro. Sappiate che il farro una volta cotto rende il doppio, quindi sappiatevi regolare. Fate bollire il farro, circa 40 minuti (leggete sulla confezione). Scolate il farro e lasciatelo raffreddare. Nel frattempo avrete fatto bollire dell’altra acqua che servirà per sbollentare 1, 2 minuti i gamberi.

In una padella antiaderente aggiungete olio extravergine, zenzero ed una manciata di prezzemolo. Se piace anche del peperoncino. Lasciate un attimo andare (un minuti fuoco basso). Aggiungiamo il farro, poi i gamberi e i piselli (vanno benissimo quelli surgelati della Findus).

Lasciamo insaporire il tutto. E…Gnam!

Esaurita Sciura Milanese per vocazione e per residenza. Cucina, Viaggia e Fotografa in ordine sparso e casuale. Starnazza sempre. Non guida, ma va dappertutto.

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