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Sono mesi che mi dico: devo riepilogare, devo ricordare.

Il fare un riepilogo del mese è sicuramente un'attività che serve prima di tutto a me. Non penso che qui ci sia qualcuno che veramente attenda i miei post o che si segna le ricette (ahahha cosa sto dicendo).

Il blog è diventato il mio modo per evadere, il modo per sentirmi ancora viva. Il mio mondo.

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Il tram si era fermato. Lei attese un attimo, si voltò indietro. Tutti i passeggeri erano scesi.

Si sporse lentamente fuori dalla porta del vecchio tram ATM, con quei grandi gradini ingialliti. Aveva smesso di piovere. Non ricordava neanche più quando è stato l’ultimo giorno senza pioggia.

Piano, quasi ad attendere un tuono, scese le scale. La strada era piena di pozzanghere. Alcune persone tenevano ancora ben saldo nelle mani l’ombrello comprato a 5 euro dai marocchini.

Respirava a pieni polmoni quell'aria di Milano, stranamente pulita, che quasi sapeva di buono. Forse Milano sapeva proprio di buono. Con i suoi profumi nascosti nei negozi all'angolo Panetterie aperte da signore anziane che al massimo ti facevano il pan dei morti, ma non aspettarti prelibatezze meridionali. Fioristi ai semafori, che fiori così belli a Milano proprio non li vedi mai.

Aroma di caffè ed il tintinnio del ghiaccio nell’Aperol. Questa è Milano. Chiudi gli occhi e senti i tacchi veloci, lo stridulo di freni di biciclette. Qualche trolley che fa fatica sui ciottoli. La gente non parla molto a Milano. Tanti però, praticamente tutti, hanno cuffie nelle orecchie. Non è stato il boom dell’iPod è stato più in generale il boom del mobile, di quelle persone che non possono non comunicare al proprio collega/amico/fidanzato/madre che “sto uscendo”. Mi sono sempre chiesta perché dirlo quando sei già praticamente sotto terra in metropolitana.

BallerineDa bambina mamma mi chiamava “scimietta” non si è ancora capito se perché mi arrampicavo ovunque o per forte peluria e capelli. Da un’adorabile Scimietta sono diventata un maschiaccio. E questo, la duchessa, mia madre, non poteva certo accettarlo. Mi iscrisse a danza classica per “imparare la femminilità”. Al corso volevano che andassi a ginnastica artistica per la mia snodabilità e impossibilità a stare ferme. Ballare mi piace. Ho sempre ballato, beh non in pubblico o su qualche specie di palco per bambini. Ma adoro il ballo, il balletto. Sto ancora aspettando che qualcuno mi obblighi ad andare dal parrucchiere per vedere qualche balletto a teatro pieno di lustri.

Detto questo parliamo di Ballerine, ma non di quelle che volteggiano con ampi tutu, ma quelle odiose, sformose e maleodoranti scarpe che tre quarti di vuoi, lo so non mentite, ora indossano.

Le Ballerine. Le dannate ballerine.

Appena ho visto il sole splendere sulla Madonnina, i venti gradi alle otto del mattino, beh stavo già boccheggiando nel mio impermeabile da Ispettore! Io che amo i paesi del nord, il vento che ti taglia la pelle. Io che dopo le papere ( e giusto per non far torto alla Peppina) amo  i Pinguini . Io se la temperatura sale ai 25 sto già male.

PuffiIo che vado al mare e poi non sto al sole. Io che faccio un mese in Sardegna per poi dire dopo 14 giorni “ho il mal di mare”. Io che sono sempre a caccia dell’ombra e del sole, sono qui in quel di Milano sudata marcia. Beeeello! Si ed ho anche le caviglie gonfie! Beeeeeeello. E si , viva il pediluvio aziendale, il balcone aziendale, il frigo aziendale. Meno male che. Si che ho una “certa” posizione (ma quanto me la meno) e nessuno osa dirmi “ ma che sei scema?”. A dirla tutta quando prendono confidenza lo dicono. Per ora si limitano a sorridere, è ancora presto. Oh su via!