Facciamo coming out . Sono un’imbranata.

Un’imbranata cronica che va iperventilazione al culmine del quale scoppia a piangere. Stile Alice nel paese delle meraviglia quando inonda la piccola stanza ed il topino naviga tra le sue lacrime.

office

Sono gli ultimi giorni nella mia casa famiglia, anche detto lavoro, dove ho conosciuto persone splendide.

C’è il mio psicologo di fiducia, anche detto Benten, che è stato il primo a sorreggermi nei miei pianti isterici e che non si sa come regge alle intemperie più dure. Sarà la sua fantastica dieta a base di uova e birra. Chissà.

C’è l’amico Frank, l’uomo. Un uomo tutto d’un pezzo. Franck va in bici, in moto, corre, magna e beve. Ha 60 anni e non li dimostra. Saltella come un ragazzino e ti sorride con quello sguardo dolce. È coccoloso. Ti ascolta e lentamente ti spiega. È paziente Franck. Come fin troppo.  Una sua parola vale quanto un bigliettone da 500 euro.

Poi vi è il Barby beh diciamo che il viaggiatore di cose ne sa. E come un padre paziente aspetta che la tempesta sia passata per darmi i suoi consigli. Certo che a quel punto possano far presa sul  mio cervellino psicolabile.

Grazie.

Insomma sono giornate di agitazione immane. Non so come farò senza di loro. Già fantastico fughe dal nuovo lavoro per andare da loro. Poi c’è l’architetta, la casa mai finita (iniziata e comprata). C’è il Giammy che sparisce ed io che non ho neanche più la forza di chiamare l’acchiappa orsetti.

I miei capelli ormai sono una piantagione di tabacco che si espande per tutto il globo cervellotico. Quando ho detto all’estetista che tornavo mi ha fatto le feste manco gli avessi detto che le mollavo 200 euro.

Comasina

Insomma. Gira male. Ma pure il bus.  Vado a spiegarmi.

Questa mattina vado alla fermata del bus per prendere l’83 e far due fermate, che un tempo facevo con l’auto poi ho visto bene di vederla a Franck. Passa il primo bus chiedo. Mi viene risposto che “no non va li”. Aspetto. Passa un altro bus. Chiedo “no mi spiace provi con il prossimo”. Il prossimo era il 708 ben lontano dall’83, ma la signora “questo ci va”. Vatte a fidà. E così chiedo e l’autista sicuro “certo salga”. Salgo.

“Ehm scusi perché gira a sinistra verso, invece che puntare verso Niguarda?”.

“Non lo so. Seguo il navigatore”

Silenzio. Guardo una Signora che mi dice “ragazza dove va”.  “in teoria al Parco Nord”. La Signora “ ma noooooooo! Questo dopo le otto fa un altro giro”. Io tra me e me mi domando “com’è possibile che un bus dell’ATM mi cambi percorso in funzione dell’orario”, ho evitato di farfugliare il pensiero a voce alta.

Ad un certo punto riconosco il Centro commerciale SARCA di Sesto San Giovanni. Guardo nuovamente la Signora. Lei mi guarda “va a Sesto”. “Questo l’ho capito, ma dove ferma?”.

“Signorina se deve andare la parco nord non ci arriva di qui”-. “Questo l’ho capito. Arriva alla metropolitana di Sesto?”.

“Signorina no non va a Sesto FS”. “Capito. Va a Sesto Rondò?”

“Non lo so ma ferma a Sesto” . “Grazie Signora”.

Fortuna vuole che il bus vada dritto dritto nella via di mio zio archè ordino all’autista di fermarsi e farmi scendere. Si non era una fermata ma chissenefrega! Conosco il posto, conosco tutto. Finalmente prendo la metropolitana per ritornare verso Zara. Quindi rossa Loreto, Garibaldi. Lavoro.

Orario di partenza: 8 A. M.

Orario di arrivo: 9.50 A. M.

Io #noncelapossofare. Ecco. Km che avrei dovuto percorrere  6. Dico SEI KILOMETRI. Ovviamente ne ho percorsi molti di più.

A questo punto non mi resta pensare a qualcosa che mi faccia sorridere.

Il merluzzo felice.

Merluzzo Light in salsa di yogurt

Merluzzo01

Ingredienti

2 filetti di merluzzo
1 vasetto di yogurt bianco
spezie a piacere (io ho usato zenzero, paprica, pepe, sale, olio e prezzemolo)
Insalata

Mrerluzzo02

Preparazione

Taglia il merluzzo (va benissimo anche quello surgelato) a tocchetti e fallo scottare sulla piastra o in padella. Lava l’insalata e usala come base, adagia i tocchetti di merluzzo. Guarnisci con la salsa di yogurt che non è altro che yogurt olio spezie a piacere.

Gnam. Finito. Felici.

Domani? Altro Giro altro bus.

Io #noncelapossofare

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