stasera

Mentre ero dal parrucchiere … (1 odio andarci; 2 non sembra che io ci sia andata) mi osservavo allo specchio. Parevo mia madre. Ultimamente me lo ripeto spesso e la trovo anche qualcosa di inquinante. Capito che il gene non mente, ma dato che nel mio passato c’è stato solo “sembri tuo padre” e la cosa mi infastidiva non poco dato che io ho un padre biologico che se n’è altamente fregato di me.

Questo sbirciarmi allo specchio e vedere mia madre, non è una cosa piacevole. Mi fa sentire vecchia. Mi fa sentire “Signora”. Non ho neanche quarant’anni che già osservo chi ne ha per davvero quaranta come se fossero ragazze giovani e attive.

Il passaggio successivo a “ero mia madre” è stato “sembro dolce”. Io ho lineamenti duri. Sono una persona a punta. Ginocchia a punta, gomiti a punta, naso gigante e carattere appuntito. Quando parlo sembra che qualcuno stia temperando una matita. Direi che sopravvivere alla mia presenza ingombrante e spinosa sia veramente arduo.

Eppure.

Oggi mi sono vista addolcita. Ho passato la serata a conversare con i miei fantasmi in uno stato di trance e tranquillità che non mi si addice.

Sono circondata da scatoloni, biancheria da stendere. Cose da leggere. Post da pubblicare. Il caos, insomma, regna sovrano.  Dentro alla scatola cranica. Il vuoto.

Io non amo i cambiamenti.  Intorno a me si è innescato un domino di cambiamenti, ma il mio cervello.

Vuoto.

Presumo che io sia pazza che questo post non abbia alcun senso. E che debba dirvi che si ho una narice più grossa e una più piccola. E si la foto è scattata due anni fa.

In quel giorno ho ripreso a scrivere sul blog. In quel giorno mi mancava dannatamente il Giammy.

Stasera c’è solo vuoto. Caos e niente alcol.

Buona notte o Buon Giorno. Basta che sia buono.

Per dovere di cronaca con il mio supervisore interno, detto anche psicofolliadamegalomani, “è il mio primo vero post personale”. Ed assolutamente incomprensibile. Si faccia avanti un psicologo, ma low cost.

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