[Di giorni ce ne sono stati 366. Di foto anche di più,scelte erano 366 montate meno se no il video durava più di 6 minuti. Però noi qui i conti non li sappiamo fare quindi…. 366 giorni e 366 foto.]

Siamo a Gennaio, da un po’. Anzi a dirla tutta ho pure l’ansia da fine mese: chiusure, cicli vari, visite, telefonate da ricevere, risposte da ottenere.

Merlino mi ha trasformato in un passerotto. Si sono un passerotto giallo con la panzotta viola (gran abbinamento di colori!). Sono lì tutta eccitata sul davanzale, allungo le ali, pronta a spiccare il volo. Merlino però non vuole. Non vuole che mi butti così senza aver imparato. Ed allora cammino su e già su questo davanzale.

No. Io non sono una che si butta. Non amo i cambiamenti e si forse avrò la sindrome del controllo. Non voglio però controllare gli altri, ma solo la mia vita.

La vita, il 2012, è stato tutto fuorché sotto controllo. Ho visto cadere come domini: aziende, posti di lavoro sicuri, donne e uomini. Ci sono quelli che il volo lo hanno spiccato per andarsene in paradiso. Ci sono donne, madri, mia madre, che si appoggiata un attimo sulla nuvoletta poi il Signora ha deciso che sua figlia è ancora troppo cretina per rimanere senza madre.

Ci son persone che promettono di cambiare, ce ne sono altre, dette anche Me Medesima, che dice “io sono così”. Non è testardaggine, o forse un poco. Più che altro mi sono stufata di giustificarmi.

Il 2012 è stato l’anno delle scuse. Non le chiamerei bugie, ma scuse. Tutte queste scuse sono hanno creato un gomitolo enorme il cui filo è stato tirato dal Giammy. Io sono sempre li su quel davanzale pronta a spiccare il volo in attesa di Merlino. E Merlino è li che attende che il Giammy tiri quel filo, lo srotoli così che insieme possiamo scendere per imparare a volare. Insieme.

Ho iniziato a ballare, ho iniziato a giocare. Ho attraversato la strada, mi sono fermata e ti ho detto “Quack”. E siamo giunti nel 2012. Abbiamo sofferto, abbiamo abbaiato, abbiamo gridato. Poi ci siamo fermati e ci siamo abbracciati.

Ora, caro il mio 2012, ho ancora in sospeso alcuni “Se e Ma” alcune cose che non ho ben compreso. Però accetto il fatto che Peperina era una bambina con i jeans a zampa di elefante e un rossetto viola. Una bambina che sbatteva contro le persone per abbracciarle intensamente e poi scappare via. Quella bambina si è circondata spesso da persone per certi versi buone, ma per lei inutili. Quella bambina, Peperina, aveva bisogno dell’inutilità per riempire i vuoti.

Ora Peperina non c’è più. Sono Pina, lo sondo diventata per te.

Ho fatto finta di voler aprire un blog per riordinare le idee della cucina, ma la verità che voglio essere quel passerotto con la panzotta viola. Semplicemente perché lo sono. Ed è inutile cercare di rimandare, è inutile cercar di separare. Io sono diventata questa.

Sono quella che piange mentre parla perché si commuove. Sono quella che urla contro i telegiornali. Sono quella che se vede un gatto ci parla insieme, sia mai fosse un parente. Sono quel passerotto li che cammina sul vostro davanzale e non la smette di starnazzare.

 Questo è quanto di più incomprensibile per voi. Io, Me medesima e la Peppina però abbiamo preso una decisione. Nei prossimi giorni l’effetto di quanto concordato…forse.

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