Una notte come tante, Jack dopo una lunga giornata di lavoro si reca nella solita locanda.  Jack scelse il solito sgabello e li si sedette prima di chiedere la prima pinta di una lunga serie.
Nella locanda c’erano le solite persone che parlavano delle solite cose: raccolti, vecchie storie. In un angolo, avvolto nell’oscurità  vi era un uomo distinto, vestito tutto di nero con un grande mantello, eppure in lui c’era qualcosa di insolito. Che fosse uno straniero l’avevano capito subito tutti. Eppure nessuno osò chiedergli chi fosse e cosa ci facessi li.
Nel bel mezzo della serata, intorno alle 23.00, si avvicinò al bancone e comincio a parlare fitto, fitto con Jack. L’uomo continuava a bere birra e parlare come se conoscesse quell’uomo da sempre.
Alle 23.45, nessuno seppe cosa accadde esattamente, ma Jack si irrigidì. Il fuoco del camino si spense. Le finestre della locanda si spalancarono. Gli altri clienti si fecero piccini, piccini. Perfino il padrone del locale si allontanò dal bancone, senza però perdere d’occhio la scena.
Lo straniero, prese una pinta da dietro il bancone, e con un gesto rapido della mano la riempì di un liquido diverso dalla birra. Era più arancio, pareva caldo,e dal boccale usciva del fumo strano. Jack cercò subito di appropriarsene, ma lo stranio non glielo permise. In compenso rise. Una risata profonda che fece mettere i brividi a tutti.
Poi rapido si accostò all’orecchio di Jack e sussurrò. Nessuno sentì le sue parole, ma videro chiaramente Jack annuire. Un attimo dopo lo straniero semplicemente scomparve.

 E sul bancone spuntò una moneta da sei pence. Erano le 24.00.
Jack bevve la pinta in un solo sorso. Rise e lanciò la moneta verso il proprietario del bancone. Uscì barcollando dalla locanda, prima però beffardo mostrò ai presenti una croce d’argento e disse: “ho derubato il Diavolo! Ah ah ah!!”.

La signora più anziana del paese cominciò a tremare e lentamente si spostò al centro della locanda urlando i : “ha venduto la sua anima al diavolo per una pinta di birra! Ma ha con se una croce d’argento. Presagi gente! Presagi”.
In effetti la donna che aveva urlato quelle parole non si era del tutto sbagliata. Lo straniero era il Diavolo venuto per Jack. Per sfidarlo. Lo voleva con se era un anima perversa dalla corruzione. Era perfetto per l’inferno.

Jack aveva bevuto molto quella sera e stava per cadere nelle mani del Diavolo, quando riuscì ad imbrogliarlo offrendo la sua anima in cambio di un’ultima bevuta. Il Diavolo si trasformò così in una moneta. Quello che il Diavolo non sapeva, o apparentemente non notò, era che Jack indossava una croce d’argento. Come tutti voi sapete le croci ed il Diavolo non vanno d’accordo; infatti la croce non avrebbe permesso al Diavolo, una volta uscito dalla locanda, di trasformarsi nuovamente. E questo Jack lo sapeva bene.

Jack così pensò di poter fregare il Diavolo; infatti fece tornare il Diavolo nella sua forma originaria solo a patto che questi gli promettesse di non reclamare la sua anima per i successivi 10 anni. Il Diavolo accettò.
Dieci anni dopo Jack lo incontrò di nuovo mentre camminava lungo una strada di campagna. Il Diavolo era tornato per la sua anima, ma Jack, riflettendo velocemente, gli disse: “ Verrò, ma prima potresti prendermi una mela da quell’albero ”. Il Diavolo, pensando di non aver nulla da temere, balzò sulle spalle di Jack per prendere la mela. Jack tirò fuori un coltello e intagliò una croce sul tronco dell’albero. Questo lasciò il Diavolo a mezz’aria  incapace di raggiungere Jack o la sua anima. Jack gli fece promettere di non tornare mai più per reclamare la sua anima e, non vedendo via d’uscita, il Diavolo accettò.
Quando alla fine Jack morì, anni dopo, non fu ammesso in cielo, a causa della sua vita da ubriacone e truffatore. Così si recò all’entrata dell’inferno, ma il Diavolo lo rimandò indietro perché aveva promesso di non prendere l‘anima di Jack.
“Ma dove posso andare? “, chiese Jack. “Torna da dove sei venuto!”, gli rispose il Diavolo.
La strada però era buia, spaventosa. Non si vedeva nulla e Jack non sapeva proprio da che parte andare, cominciò così ad implorare il Diavolo per un ultima concessione. Il Diavolo rise, ma questa volta a bocca larga facendo intravedere l’immenso vuoto che c’era nella sua anima.
Schioccò le dita e immediatamente comparse una fiamma e in tono di sfida disse a Jack “Su prendi”. Jack non ci pensò di volte. Tocco la fiamma ma si bruciò tutta la mano e metà del braccio.

Il  suo braccio marcì all’istante.
Il Diavolo rise. Rise. E ancora.
Jack spaventato si guardò introno, ma poi subito strizzo gli occhi. E la vide: Una zucca. Veloce disse “metti la luce in quella zucca”. Il Diavolo beffardo si inchinò a Jack e disse “come vuoi!”.
Nell’attimo stesso in cui posizionò il lume dentro la zucca, il braccio di Jack fù coperto da bende e al posto della mano comparve una catena di ferro. Senza potersi muovere, la catena si arrotolò sulla Zucca. Nella zucca comparve un lumino.

Il Diavolo parlò lento guardando Jack dritto negli occhio “Jack io ti condanno. Ti condanno a vagare fino alla notte dei tempi con questa lanterna”.

Da quel giorno Jack fu condannato.
Jack ancora oggi vaga nell’oscurità con la sua lanterna. In attesa. In attesa del Giudizio Universale.

Questa era la mia personalissima versione. Brrrrrrrrrr

Penne alla Zucca  & molto altro (uvetta, pinoli, erba cipollina…ma si pure la salsiccia!)

Ingredienti

Pasta a piacere (io consiglio quella corta)
200 gr di zucca pulita e tagliata a pezzetti
erba cipollina
una noce di burro
40 gr di salsiccia (facoltativa ma buona!)
una manciata di uvetta sultanina (da mettere a bagno nell’acqua prima di utilizzarla=
una manciata di pinoli
parmigiano come se piovesse
sale, pepe.

Preparazione

Prima cosa pulite la zucca. O se non siete pratici compratela già pulite a tocchi, si trova. Costa un poco di più e dura di meno. Ma si trova. In alternativa mezza zucca. Una zucca intera dura tantissimo, ma se non siete esperti…attenti! Non è come pelare una mela!

Facciamo bollire l’acqua per la pasta.  Mettiamo a bagno l’uvetta (questo sempre mi raccomando!), laviamo l’erba cipollina e asciughiamola con carta assorbente.

Ora prendiamo una padella antiaderente e facciamo sciogliere una noce di burro poi aggiungiamo la zucca tagliata a pezzi. Mescoliamo la zucca con un cucchiaio di legno e facciamola rosolare da tutte le parti per bene, per almeno 10 minuti. Non si deve disfare!

Se scegliete per l’aggiunta di salsiccia. È giunto il momento di “calarla”, come si dice dalle mie parti! ^__^

Nel frattempo butterete la pasta, tenetela indietro di cottura di un minuto perché finiremo la cottura in padella. Non buttate l’acqua, può servire!

Una volta scolata la pasta la mettiamo appunto in padella con la nostra zucca e salsicella. Poi aggiungiamo il parmigiano, una pioggia una nevicata di parmigiano. Se vi sembra che la pasta si attacchi, aggiungete un goccio di acqua di bollore.

Aggiungiamo uvetta e pinoli. Amalgamiamo per bene. Tagliamo, anche con l’aiuto di una forbice, l’erba cipollina sulla pasta. Un ultima girata. Una spruzzata di pepe.

E…gnam!

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